Brutalmente recensione onesta di “MotoGP Unlimited”, la prima Serie TV sul motomondiale

MotoGP Unlimited raccoglie la scorsa stagione del motomondiale in 8 puntate da 45 minuti su Amazon Prime Video. Aneddoti, gare ed inediti. L’immagine è bella, ma il contenuto è minore: la cronaca di una tappa finita non ha molto senso, e i commenti dei piloti spesso sono poco chiari e non sufficienti, e in pista mi sentirò lontano da esso.

lLa prospettiva del MotoGP UnlimitedInutile dire che non era altissime. sara perche guidare per sopravvivere, Prodotto analogo sulla Formula 1, è già alla quarta stagione, o magari perché finalmente la MotoGP piatta nel mainstream Prodotto dà un colosso dell’intrattenimento. Passiamo così dall’aprire la Gazzetta al contrario vedere il mondo della moto attraverso il documentario di Chiara Ferragni, la saga di Harry Potter e LOL2: un bellissimo passo avanti. è abastanza? No. Meglio di niente? Decisamente si. In estrema sintesi, se poteva fare meglio. Tutto sommato però è meglio di qualsiasi altro prodotto analogo, almeno in termini di qualità. Ho visto piacciono le corse, insomma tienilo. Ecco perché.

MotoGP illimitato Se ti presenti con 8 punti di circa 45 minuti a una delle tue stazioni nel 2021 e prometti di mantenere un record inedito sul tuo pilota, il tuo quello non è tornato e la sua funzione funzionerà per te. Il minutaggio, insomma, è più che se devi Convincerò chiunque per nulla interessato ai motori di tenerlo con te. Per chi non ama l’inglese però c’è la prima cattiva notizia: il doppiaggio in lingua italiana è un tratto improponibile. I piloti sono doppiati da poche voci tutte simili, la telecronaca sembra quella de una parte de baseball in un blockbuster americano. Non funzionante. In lingua originale invece si, ogni pilota parla nella sua lingua e per quello che non capite ci sono i sottotitoli.

Dio bene poi ci sono Immagino, sempre bellissima. Bella fotografia, correzione colore, tutto. Amazon ha degli altissimi standard. Ma dalla prima puntata il racconto inizia a scricchiolare: c’è subito così tanto cronaca, al punto che i produttori sembrano dimenticati che si parla di una finita estagione da un anno già ampmente archiviata. Quello che doveva apparire complesso e sfacettato (la preparazione del pilota, il millesimo che fa la differenza, l’imprevisto meccanico) è in realtà drammaticamente piatto. MotoGP Unlimited vuole raccontare com’era una gara vecchia di ano e lo semplificando i risultati egli episodi in pista. I tempi erano compressi, tuttavia si poteva fare meglio.

luna sensazione è che, nel tentativo di rispondere possibilmente ad un pubblico, MotoGP Unlimited finisca per collocarsi in una terra di nessuno che toglie forza il racconto: Non è disponibile per chi non conosce il motociclismo ed è superficiale per chi ha seguito la stagione 2021. manca l’autentico, Il grezzo. Non gli basta (la bestemmie è opportunamente censurata) da meccanici e piloti per sentirsi lontano, non sento un ‘cazzo’ che sei convinto sia in pista. Qualcosa però c’è, Jack Miller ad esempio è un bello spettacolo: in cinque minuti di svolta si confronta con la maglia di Mike Tyson prima e dei Black Sabbath poi, in area prima della gara dice che deve cagare, rischia il posto e poi vince due gare. Jack lavora cinque volte, è un vero, ed è anche l’unico che ama candidamente, non sapendo più di essere il pilota della MotoGP by Piccolo.

AAll’inizio del primo consiglio, Pecco Bagnaia ha aperto a seguire un tutorial su YouTube per realizzare il nodo alla cravatta, è stato sicuramente un bel momento. Poi c’è Valentino Rossi. Lui, oltre ad una stretta allo stomaco, è sempre a gran garanzia. Non vederlo in pista nel 2022 è stato meno maschile che vederlo nel documentario, mentre Razlan Razali – se Unlimited è una serie lui è il villain – passa il tempo per accreditarlo dal primo minuto. Vale però racconta ancora una volta di essere innamorato delle corse e del motociclismo ed è sempre magnetico, ha parole giuste. L’umanità di Maverick Vinales poi, ragazzino di un bambino di 26 anni padre, si fa capire mangiare mai soffre così tanto nel circo del motomondiale. Marc Márquez che gira e vince infine è un’altra storia su cui si potrebbe fare un film. Questo ma non abbastanza e, to conti fatti, quello che doveva essere un salvare dalla serratura la vita nel paddock Divertiti un po’, mangia fissa un acquario: vedi bene i pesci, ma è difficile sorprese a fare qualcosa di interessante. Non ho ottenuto una precisa ma ca. decisamente diluire alla realtà. Il contrario di Drive To Survive quindi, che è andato nella opposta spettacolarizzando le corse. MotoGP Unlimited arriva con grande realismo e un vantaggio, ma troppe volte manca di un po’ di profondità. Ad ogni modo vedere i piloti lì, tra film e serie tv, è una soddisfazione così grande che se si trasforma quasi in una moto d’orgoglio personale. In estrema sintesi: risparmierò sì, non avrò mai un weekend in MotoGP.

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