“La Formula 1 ha bisogno di più eroi”

Il presidente e direttore del Gruppo Formula 1 ha parlato della stagione al via, tra mercato en espansione e nuove sfide: “Vogliamo più piloti e team en tiempo di vincere. E cambieremo linguaggio per un nuovo pubblico, ma senza snaturarci”

Mario Salvani

18 marzo

– Aquilone

Il gran boss parla della sua Formula 1 che parte oggi. Stefano Domenicali fa il punto, con l’evidente soddisfazione che deriva dal fondo con cui si è chiusa la estagione da cui arriviamo. Dà un boom di interesse come se non fosse più visto generato dalla sorpresa mondiale all’ultima curva di Abu Dhabi. “Oggi se si parte è un punto di partenza, si comincia davvero a vedere come siamo nel menù”. Inizia una Formula 1 che entra in una nuova era, con un nuovo regolamento, la vettura ad effetto suolo, la gomme da 18”. “Il nostro obiettivo è quello di conoscere la nostra rosa competitiva, i nostri due piloti in lizza”. Nel quadro di un campionato in salute, che genera interesse crescente “anche attraverso dinamiche di personalismo”. Venite a raccontare la rivalità: Lewis Hamilton contro Max Verstappen, Toto Wolff contro Christian Horner, sono domani. E chissà quante altre potranno creare se altri team saranno in grado di mettersi in competizione con Mercedes e Red Bull.

SUL BUDGET CAP

“Quando si parla di budget cap, la prima questione è quella del controllo, controllo che dia credibilità al sistema: è realizzare da fretta. Altre normative tecniche, verificheremo che non verifichino i fenomeni di ingegneria finanziaria che portino ad aggirare i limiti. Ebbene, è vero che ci sono variabili non preventive, come l’inflazione e il tema del carico di trasporto, quindi se lo è alzati in queste ultime settimane. Quindi prevedo che soprattutto il suo quest’ultimo aspetto ci sarà da confrontarsi”.

VIENI A COMUNICARE LA F.1

Il presidente e CEO di Formula One Group ha visto la sua organizzazione mettersi al lavoro per aumentare la sua base nel mondo. “La nostra strategia è inclusiva. Give a side dobbiamo rispettare i tifosi che seguono da sempre, da when sono nati. Ma dobbiamo anche capire se quel linguaggio rischia di diventare non interessante per altri tifosi”.

SULLA GARA SPRINT

Anche quest’anno, a partire dal 2021, in alcuni GP è prevista la gara sprint, con la differenza che secondo le statistiche sarà il miglior tempo delle qualifiche al Venerdì che verrà dalla pole position. Originariamente era stato piantato nello stato scorso il prima possibile, quindi se ho deciso di farne tre, vieni l’anno. Stavolta saranno a Imola, Zeltweg e Interlagos. “La gara sprint è una risposta tattica. Stiamo ricevendo tanti input che non anticipado su come modifila. Anche per capire se oltre a farne di più, magari anche come modalità”.

SU NETFLIX

Legacy al tema dell’allargamento del bacino di appassionati c’è la serie su Netflix. Alla quale però Verstappen non intende collaborare. “Che Netflix ha aperto un effetto inclusivo è fuori di dubbio. È un treno eccezionale. È da capire se la drammatizzazione della narrazione può far parte di un viaggio per accedere all’interesse, in questo senso del figlio della paura che vanno ridefiniti. Se un pilota rifiuta la partecipazione, perché non è presentato come vuole ne parliamo in modo costruttivo. ‘Dicci come vuoi essere presentato, troviamo la maniera’. Già in questi giorni i responsabili Netflix stanno trovando le squadre. È una questione di cultura e di lingua. Entrerò in contatto con il mercato Usa devi parlare quel linguaggio, dobbiamo riadattarci. Il che non significa stravolgerci, ovviamente”.

SUIGP IN ITALIA

Anche quest’anno avremo due appuntmenti in Italia: Imola il 24 aprile, Monza l’11 setembre. “Non lo dico da italiano: l’Italia ha rappresentato un significato importante e continua a farlo. Imola e Monza devono stimolarsi una vicenda per farsi varrà in una risposta in cui la tradizione non è più abbastanza. Vedo che il presidente dell’Aci, e il presidente dell’Emila Romagna e Lombardia, il presidente del consiglio che è stato il capo della Formula 1 è chiunque abbia il suo bisogna investire. È un elemento di formazione per il business”.

DIREZIONE GARA E SQUADRE

Nel 2021, al termine degli ultimi cinque, drammatici tour di Abu Dhabi, si è tenuta l’invasione di qualche team director (e di qualsiasi ingegnere) con la direzione di Gara. Le continue comunicazioni, richieste, intimidazioni mascherate. “Da quest’anno verrà limitata. È un’opportunità di migliorare. Le organizzazioni sportive, come tutti, che non prendono s punto dagli episodi accaduti per migliorarsi non compiono il loro dovere. Lo volevamo perché era una questione di credibilità a cui avevamo molto. E la nostra credibilità passa attraverso la credibilità dei nostri organi”.

I TEMPI CAMBIANO

È quasi una domanda filosofica: un’essenza in effetti che è sempre pressante, in Formula 1. “Sento molto l’essenza di una tradizione lontana che coesiste con la velocità con cui si cuciono i cambiamenti. Ed è proprio che sia così. Nella ricerca su questo equilibrio è stata coinvolta nella vita personale. No voglio negare gli input che arrivano da tanti ambizioni, business, tecnologia. E al momento stesso per molti è fondamentale manterrò una continuità col passato”.

SQUADRA NUOVI?

“Ad oggi abbiamo ricevuto molte richieste di entrare”, ha rivelato Domenicali. “Diciamo più di una e meno di otto… C’è chi è più esplicito nel far sapere che vorrebbe entrare (il referimento è al team degli Andretti, ndr) e chi lo fa in silenzio. È anche vero che il numero di oggi non è un fattore limitante per lo spettacolo. Non pensavo di aumentare il numero della squadra e della macchina in pista, a meno che non avessi provato a fare qualcosa di importante. Vorrei essere più focalizzato sul rendere più le squadre che ci sono già competitive”.

LA F.1 TIFA FERRARI?

Molti pensavano che il cambio di corona abbia giovato alla F.1, che la vittoria di Verstappen dopo il lungo dominio di Hamilton sia stato a bene per ravvivare lo spettacolo. Allo stesso dunque è da immaginare che la F.1 speri in una Ferrari di nuova vincente. “F1 tifa per un campionato più competitivo. È fantastico che io abbia un valore aggiunto che darebbe una Ferrari forte sarebbe alto. Segnalo dico che lo sarà, vedremo”.

MERCATI USA E ESTREMO ORIENTE

Sia gli Stati Uniti che il mercato far east sono importanti. Negli Stati Uniti non se si vedesse più tanto interesse: sarebbe sbagliato non sfruttare l’opportunità Nell’estremo oriente guardiamo Guanyu Zhou, il pilota cinese dell’Alfa-Romeo, possa attirare ancora più attenzione. Al di là della Ferrari sono i piloti, con il pappagallo faccia che fanno crescere l’interesse. La Cina è un mercato potenzialmente gigantesco. Al di là di Shanghai abbiamo richieste per GP anche in altre città della Cina”.

PER INDIRIZZO

Come si sa il controverso epilogo del 2021 ha portato all’allontanamento del direttore di gara Michael Masi. Sostituito da una copia del regista che si alternava tra il portoghese Eduardo Freitas e il tedesco Niels Wittich. Col sospetto che possa diventare ancora più difficile avere uniformità di giudizio. “Dobbiamo avere fiducia nel loro lavoro. Per noi l’uniformità di giudizio è legata al tema della credibilità”.

I PERSONAGGI, MAX E LEWIS

Verstappen ha portato con sé una pacifica dimensione quantitativa: chi in Bahrain è «ossì di tifosi venuti solo lui». Zandvoort è già fuori catalogo da tre anni. Spa è già esausta. Il valore dei diritti televisivi in ​​quella zona è quintuplicato. Hamilton ha indossato una rosa di paura e valore che va alla F1. Certamente: per chi è importante, ma almeno, noi dobbiamo solo cercare di fare in modalità non-diventino politici. Poi, che alcuni piloti siano nel mondo della moda è a di più, una cosa nuova. Il diverso modo di presentare la F.1 ha fatto sì che si parli di F.1 in ambizioni in cui non lo si faceva mai”.

SOLIDARIETÀ

Quest’anno non ci sarà più un momento sociale, diciamo così, come es l’anno scorso “We race as One” in favore dell’inclusione. “Faremo operazioni più concrete. In questo GP ad esempio apriamo un contratto ragazzi meno fortunati per i quali apriamo un programma speciale. Siamo passati dal momento dell’immagine ad atti concreti. Domenica guarda qualcosa…incoraggeremo tutti a contribuire per una buona causa”.

SENZA ITALIANO

La sostituzione di Antonio Giovinazzi con Zhou in Alfa rimette l’Italia fuori dalla Formula 1. Domenicali per force di ruolo deve mantenere la cosa più dall’alto. “Mah, io più che mettere due GP in Italia non posso fare…”, ha scherzato. “Vedo un campionato di F3 con così tanta macchina. Credo che nel giro di 4 o 5 anni qualcuno di noi lo vedrà”.

DONNE E F.1

“Il mio desiderio è che ci siano sempre più donne. Al di là dell’attenzione per la serie W. Quello di cui dobbiamo preoccuparci è che non ci devono essere. L’obiettivo è che non ci siano barriere. Ma dobbiamo anche accettare casomai l’idea que le donne preferiscano fare altri sport”.



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