Rugby, Sara Barattin è la veterana dell’Italia femminile al 6 Nazioni

È apparso con il maggior numero di partecipanti, l’unico ad aver superato la quota di 100 e detiene il record nel torneo. Dal 2005 una lunga storia di portatori nella nazione condita da grandi momenti, tanto sacrificio, determinazione, ma puro divertimento e spensieratezza

Sono persino troppe poche le righe disponibili per poter scrivere di un’atleta come Sara Barattin, vera icona vivente del rugby femminile in Italia e tra i simboli dei momenti di maggior prestigio del rugby azzurro. L’unico premiato prima della sfida contro la Scozia tra i centurioni delle nostre nazionali, Sara ha raggiunto lo storico traguardo dei 100 caps Ha iniziato a settembre dopo la qualificazione ai Mondiali contro l’Irlanda a Parma, perché è arrivato agli attuali 101 nella partita decisiva contro la Spagna. Controllo in Irlanda la festa è stata rovinata dalla vittoria green e questo ha avuto successo nel 2019, anno del record, dal torneo chiuso al secondo posto con tre vittorie e un pareggio, ma nell’unica sconfitta ad Exeter, “bustina” , con “sarabara” uno dei suoi soprannomi, aveva raggiunto quota 88 presenze, superando la ex compagnia ed ora il suo allenatore Michela Tondinelli e indovinare il numero uno per presenza nella nazionale femminile. allo stato attuale rientra le prime sette giocatrici per partite internazionali disputate a livello mondiale. E non sembra avere intenzione di fermarsi, almeno di sicuro fin alla prossima Coppa del mundo autunnale, la sua seconda nella XV dopo quella chiusa al nino posto in Irlanda nel 2017, terza assoluta considerando che nei Sette del 2009, disciplina che l’ hanno vista altrettanto protagonista, perché vedono Crescerà un argentino all’Università di Kazan nel 2013.

Capitano a 16 volt

gamba larga

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Il prossimo settembre, dopo l’altro, il suo gol contro la Scozia – l’ultima qualificazione grazie allo spareggio è arrivata a Dubai dalla Colombia per il RWC 2021, quando l’Italia sarà al Girone B con USA, Canada e Giappone – questo è inserito tra le papabili per la miglior marcatura dell’anno. Chi l’ha vista giocare, in tv o dal vivo, può assicurare che Sara rappresenta la quintessenza dello sport, tutta grinta e determinazione, ma anche spirito di squadra, gioia, spensieratezza e divertimento, sempre pronto a scherzare con la compagnia e il lottare per e con pappagallo. Caratteristiche della vecchia luce notturna andrea digiandomenico per la successione di Silvia Gaudino come capitano dal 2016 al 2018, per un totale di 16 partiti, primo fra tutti a dare testimonianza a Manuela Furlan, nell’ottica di un necessario ricambio generazionale. Sara, in realtà. rappresenta ancora oggi a vero e proprio trait d’union tra il rugby dei primi anni del 2000 e quello di oggiQuello che in Italia nel femminile vive di una rivalità oggi quasi romantica al pensiero tra Red Panthers e Rugby Riviera, e thatllo delle nuove arrivate Villorba, Valsugana e Colorno.

Gli inizi dell’azzurra numero 113

A Trevisocon la maglia delle Pantere Rosse, Sara ha iniziato a muovere i primi passi sui campi da rugby, uno sport conosciuto dai più piccina, alle scuole median nei tornei tra i vari istituti, vincendoli pure, no nostante o forse proprio per lo, una classe composta da 15 ragazze e 4 ragazzi. In famiglia ci sono diversi cugini che giocano, in un’area como quella della Marca trevigiana ad alto impatto e caratura ovale, ma i genitori non ne vogliono sapere. e allora cugina di ginnastica artistica e atletica, poi, diventata maggiorenne, il brevetto lancia la libertà di muoversi verso gli impianti della GhiradaConquistando 3 titoli italiani, che dopo gli altri valse la pena cuce, con il cugino nel 2006, il merito della medaglia di bronzo per meriti sportivi del Coni. Nel 2005 debutta nuovamente in azzurro. Il 7 aprile ha incontrato il padrone di Casa della Germania della Coppa Europa vinta nel finale 22-7 contro l’Olanda e bissata l’anno successivo al San Donà di Piave. È l’azzurra numero 113 ed è solo l’inizio di una portante infinita, condita da 14 metriTi ho dato delle stesse Sofia Stefan e Flavia Severinseconda uscita a Manuela Furlan Per Marcature Pesati, e 68 presenze al Sei Nazioni: un record!

Casale e Villorba, sempre continuando a vincere

Dà una diaspora interna a Treviso, nasce la volontà di continuare a giocare e di farlo a modo suo e adesso Diventano tra le fondatrici del Rugby Casalevince piccione 2 Coppa Italiae poi trova il proprio sbocco naturale a Villorba, conquistando quello ad oggi rimane l’ultimo scudetto assegnato pre-pandemiaMettendo il calcio piazzato che a conti fatti vale la victortoria, rappresentando la differenza nel 18-15 con cui le Ricce sconfiggono il Valsugana. Medium di mischia, ma anche alato ed estremoDotati di una notevole capacità di gestire lo spazio e di leggere la situazione dell’impresa, del tecnico e dell’azienda della Squadra, conosciamo la qualità innata della Leadership: caperbia, competitiva, generosa, se spesso è fatta motore trainante della squadra. Nella vita di tutti i giorni è instruttrice di fitnessla sua grande passione che ha portato avanti laurearsi in Scienze motorie all’Università di Padova.

Seguirà un esempio

“Non ho mai pensato questo traguardo come un obiettivo della mia carriera sportiva: supererò solo Michela Tondinelli – aveva scherzato a settembre in occasione del suo centesimo cap, dedicandolo a – mia nonna ea Serena, che mi aiuta nella preparazione da otto anni, e ai gruppi con cui ho condiviso ogni singolo momento, dentro e fuori dal campo. Sono onorato e orgoglioso di essere il primo atleta Azzurra ad aver conquistato la centesima maglia e spero di trasmettere la mia passione per il rugby a tutte le generazioni future”. Una speranza dettata forse più da modestia e umiltà. Chi la conosce perfettamente e con certezza l’incredibile impatto che Sara è diventata il suo gioco nel settore femminile e non solo, e quante ragazze hanno iniziato e ancora iniziato a giocare spinte proprio del suo esempio.

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