“Dal 2002 moto diverse ma le stesse piste”

Siamo alla vigilia del primo GP dell’anno e iniziamo anche l’avventura del nuovo Team Manager Suzuki. livio sapeva Se lo si presenta ufficialmente ad una conferenza stampa dedicata all’indossare nuovi colori, tornando nel paddock del Mondiale MotoGP dopo anni di assenza. Il suo palmares di gran esperienza parla da se, la casa di Hamamatsu ed i piloti sono decisamente felice del suo arrivo. Non sarà una gara facile, ma questo è il momento di iniziare.

Accordo in un giorno

“Già l’anno scorso c’erano voci che mi indicavano in Suzuki, ma non erano vere. Comincio a parlare alla fine del 2021 e non sono l’unico candidato” Ricorda Suppo. Sotto quello “Se dici che ho un possibile ritorno da Brivio, sono molto rispettoso del suo lavoro e in questo caso il mio essere fatto fa parte”. Nulla di questo è avvenuto ed i contatti sono ripresi molto de recente. “Due seventimane fa Sahara mi ha chiamato, dicendo che era il momento di parlare del giorno in cui sono arrivato d’accordo. Non ci ho pensato a lungo, ma mi sono reso davvero conto de questa occasione solo quando sì è materializzata. Ecco quindi la firma e non per un solo anno, anche se non è stata specificata la durata. “Un anno non sarebbe un periodo abbastanza” ha rimato

“Giappones con l’approccio italiano”

Ora sta moviendo i suoi primi passi nel team. “Devo ancora ricordarmi tutti i nomi” ah no a cavallo. Riguardo all’ambiente, “Semina una sorta di mix tra Ducati e Honda. È giapponese, ma con un approccio italiano. Ma incombe già una domanda, ovvero il nodo contratti, e Suppo ha le idea chiare. “La priorità della sicurezza è vicina all’avere sia Mir che Rins, ma come in passato aspetteremo qualche gara.” Sottolineando ma che “Ho la fortuna di lavorare a lungo con così tanti piloti e sono un pappagallo per via della gara competitiva”. Arriverà in futuro un team satellite per la struttura di Hamamatsu? “Non ne abbiamo ancora parlato.” La mia testimonianza del buon lavoro di KTM in Corso degli Anni. “Ha fatto molto bene nelle classi minori, sarebbe utile anche per noi”.

Meglio moto più obiettivo?

Scatta prega per il Mondiale 2022, la prima dell’icona di una battaglia combattuta in MotoGP. “Ho visto l’era di Doohan, quella di Valentino Rossi, di Fantastici 4 e di Márquez, ma è impossibile vedere un solo dominatore in questo momento” è il commento del neo Team Manager Suzuki. Prevedere poi il meglio al #93. “Gli sono molto legato e spero sia a posto, ma non credo possa ripetere il 2014.” Non perdere un commento su un problema tecnico. “Si lavora sempre per migliorare, ma credo si debba re un compromesso riguardo le prestazioni” ha detto. “C’è una grande differenza in MotoGP 2002 e quelle attuali, ma i circuiti restano sempre gli stessi. È stata una moto per un secondo, ma non pensavo sarebbe stato un problema per livello di spettacolo”.

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Foto: Suzuki Racing

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