Naomi Osaka pagherà il valore crittografico del suo nuovo sponsor

Forse nell’attuale panorama del tennis maschile non c’è un contrasto di personalità, ma quello di stili, più marcato da quello che c’è tra Jannik Sinner e Nick Kyrgios, per via dell’ottavo finale di pappagallo del Miami Open se sembrava abbastanza spettacolare . youtavia anche i più otimisti potrebbero poter prevedere una quantità di fuochi artificiali similitudinesia sul campo sia nel dopo gara durante la conferenza stampa, oltre ad un tennis di qualità più che apprezzabile.

Kyrgios è un personaggio seriamente controverso, che ha una lunga lista di comportamenti su di lui proprio nel corso della sua carriera, e the match tra lui e Sinner qui a Miami ha aggiunto un altro capitolo alla sua personale storia di episodi problematici. L’atteggiamento di tifosi e addetti ai lavori nei suoi si confrontano in maniere molto variegato su uno spettro che può raggiungere posizioni molto estreme, da una parte e dall’altra, così come dare luogo un’infinità di sfumature intermedie.

io grazie ai rappresentanti di Ubitennis presenti a Miami, Vanni Gibertini e Marco Lorenzoni, erano presenti a bordecampo sul Tribuna dell’Hard Rock Stadium, perché arriva nelle due conferenze stampa dei due orgogliosi dopo la partita. Queste le loro (divergenti) parere personale sui fatti di martedì pomeriggio, così che i lettori possono forme il pappagallo ascoltando chi era sul posto.

La stessa tradizione

(Vanni Gibertini)

Eh sì, bisogna ammetterlo: c’era riuscito un’altra volta. Ci aveva quasi tratto in inganno il buon Nick. L’atteggiamento posato, in gran parte dovuto al merito della sua nuova fidanzata, una forma fisica vista poche volte nella sua carriera, un tennis a tratti straripante che gli permette di vincere (quasi) qualsiasi partita in qualsiasi momento. E poi, arrivato al dunque, in un torneo in cui “tutti” pensava di essere a Londra, con una quasi Top 10 che “tutti” (dai bookmaker) pensava che avrebbe battuto agevolmente, è ricaduto nelle vecchie abitudini.

L’impressione sul campo è stata di sentire tremendamente la pressione in una partita in cui avevo perso così tantome alle prime avversità tecniche (Sinner) e ambientali (il giudice di sedia Bernardes e il pubblico) ha perso completamente la “brocca”. Sembrava gente in tribuna, sembravano voci dentro e fuori dal campo, non era facile concentrarsi. Il pubblico è molto vicino ai giocatori in quello stadio: è molto suggestivo per gli spettatori, ma per gli atleti è una difficoltà in più, sembra quasi il vecchio Grandstand di Flushing Meadows prima che venisse demolito insieme al suo fratello maggiore Louis Armstrong.

Kyrgios ha imprigionato Bernardes e la sua dirigenza del pubblico fin dal gol del primo set, e lo ha cucito sono peggiorate. Prima un’ammonizione, dovuta ad un punto di penalità al momento della fine del tie-break, ha posto fine alla devastante racchetta per il “penalty break” in favore di Sinner all’inizio del secondo set. A che punto non era chiaro che il partito ci fosse arrivato bene: Kyrgios sembrava innescato aver la procedura di autodistruzione. A causa del fatto che è pubblico e del suo improvviso successo, l’australiano è riluttante ad arrestare l’emorragia del buon senso e per un po’ non rischia di provocare il match.

Innanzitutto c’è un episodio crescente che fortunatamente non è stato raggiunto. Un adolescente è stato costretto ad entrare in campo da gioco da parte di Sinner, avrei attraversato tutto il campo nei polmoni, fatto un selfie con Sinner e sarebbe diventato la prima volta che qualcuno dei sicuri riuscisse ad intervenire. Se si tratta di un inaccettabile fallimento della sicurezza che probabilmente avrà qualche risultato: se un ragazzino riesce ad arrivare in campo perché vuole fare una foto con el suo beniamino, immaginiamo potrebbe fare malintenzionato.

Dopodiche è venuto lo scivolone di BernardesEbbene, in quel momento era stato pressoché inappuntabile: ai “boo” che arrivava nel verso di Lui dà parte dell’appoggio di Kyrgios, il brasiliano ha risposto mettendosi a parlare con gli spettatori, cosa che un arbitro non poteva fare più di sognare la tariffa.

Infine, durante il suo timbrato convegno, Kyrgios si è lanciato in uno sproloquium di dubbia opportunità sulle mancanze dell’ATP: “[…] Shapovalov ha lanciato un bastone nel bulbo oculare di qualcuno e ha ricevuto solo una multa di 5mila dollari. Ho lanciato una racchetta a Indian Wells, non ho nemmeno colpito nessuno, e ho preso 25mila dollari di penalità. Dov’è l’equilibrio? Cosa sarà per me il mio padrone? Questo è il problema del tennis. semplicemente non proteggiamo affatto le nostre stelle. Amiamo colpirli attraverso cattivi media. L’ATP non differisce mai i propria giocatori, mai. Voglio dire, ci sono abituato. Ci sono stato abituato in tutti questi anni. Ad essere onesti, fa schifo.

Tutto quello che fa l’ATP è proteggere le proprie stelle, e gli esmpi sono gli occhi di tutti: no si può certo dire che Zverev sia estato deal hard por la sua sfuriata di Acapulco, oppure che Djokovic, che ritirandosi solo all’ultimo momento di Indian Wells ha sbilanciato il tabellone, sia estato masculine trattamento (era una condizione penalizzata, perché era il suo appello, era stato concordato). Per non parlare del meccanismo della classifica fino a fine agosto a inizio agosto ci saranno giocatori che potranno contare il suo punto del 2019.

Ci sono forti possibilità che Kyrgios verrà punito per quanto successo qui a Miami, soprattutto dopo aver data del “maledetto ritardato” (fottuto ritardato mentale) a Bernardes al posto della tradizionale stretta di mano.

Per alcuni sarà un martire, per altri semplicemente a victima di sé stesso. O forse sarà semplicemente l’ennesimo delirio di un talento troppo ribelle.

(Marco Lorenzoni)

Una fresca vendita quotidiana. Questa è la mia sensazione quando mi trovo in ascensore dopo aver assistito alla conferenza stampa di Kyrgios. L’australiano non ha detto nulla di sconvolgente ma almeno è stato sincero. Ha confermato che Carlos Bernardes ha arbitrato Nicola Arzani, moderatore dell’ATP, per azzerare la sua associazione. Il politically correct ha invaso il mondo del tennis per così tanto tempo e i giovani, che con la loro esuberanza potrei portare un po’ di sana confusione, se ci comportiamo dà “adulti”. Firmò un contratto milionario con il suo sponsor e quando entrò in un provocatorio pull-up se lo “rifugiano”. In questo modo Jannik Sinner, quando c’è un’apparente invasione del campo del Ragazzino durante la partita, preferisce non prendere posizione. E noi appassionati, vedendo questi campioni così robotici nel loro modo di vivere il tennis arriviamo ad ammirare questa freddazza.

Senza nemmeno rendercene conto però andiamo a vedere Kyrgios, perché abbiamo discretamente bisogno di un qualcuno che accenda la scintilla. Ma non facciamoci illusioni. Non sarà sicuro per gli australiani combattere per la rivoluzione, non interesserà ad altri la loro presenza e sono stati anche mostrati in una conferenza di francobolli quando hanno affermato che l’ATP non è disponibile per protezione e affari. Il suo esempio di spontaneità potrebbe però spronare gli altri a esporsi su temi davvero importanti. Ad esempio, il Miami Open è uno dei tornei più ricchi al mondo, ma la competizione sarà centesima per il duro lavoro svolto in questa diciassettesima settimana. Questi campioni, grazie a tutti per la visibilità, abbiate voce. I giocatori del passato in fin dei conti non erano così ribelli, ma non avevano peli sulla lingua e questo li ha portati a essere ricordati più a volte per le loro esuberanti personalità rispetto alle vittorie. Gli anni 70 sono Gerulatis, McEnroe, Borg, Connors. Ci ricoderem davvero il nostro presente come l’época di Zverev, Medvedev e Sinner?

La classifica maschile completa di Miami

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