Milano e doping: i quasi di Moraschini e Mitoglou

Il tecnico, con la positività di Moraschini e Mitoglou: “Nessuna tolleranza. Gareggio in modo corretto, nel rispetto del gioco e degli avversari. Il mio dispiacere per lo staff medico che lavora duro tutto il tempo”

Per la seconda volta in sei mesi, Milano cade nella rete dell’antidoping. Nel caso di Riccardo Moraschini, risultato positivo al clostebol (uno steroide anabolizzante) a Wada Italia in ottobre durante un test a sorpresa e qualificato per un anno con entrambe le anticipate risoluzioni contrattuali, questo genere di cose tocca Dinos Mitoglou, “pizzicato” Dopo la partita di Eurolega Panathinaikos-Milano del 4 marzo scorso. Stavolta sono stati gli organi di controllo della Fiba, a cui l’Eurolega appalta la procedura antidoping, per cogliere in caduta il giocatore dell’Olimpia. Non è stata svela la proibita sustanza contestata Mitoglou che ha ricevuto per primo la notifica e la conseguente sospensione. Milano, messa subito al corrente, ha preferito differire l’intimità del lungo greco in attesa delle controanalisi. Mentre la FIP attende il successo del controllo Fiba: così come il successo di Moraschini, anche Mitoglou sarà sospettoso per l’ingresso in gara, coppa e campionato. Milano non ha avuto un posto migliore per tariffa di mercato, ora sono 18 giorni per la Serie A, mentre l’Eurolega è ancora al 28 febbraio.

Danno d’immaginare

Per Milano, rilanciata da Giorgio Armani e il brand globale che rappresenta il grande stilista, il danno più che tecnico è soprattutto d’immagine. A causa del quasi doping nella sua stagione, era in tanti, troppi da un club che è un modello di gestione virtuoso, ma ha fallito in un sistema (quasi) perfetto. L’altro sarà, dopo il successo del Bayern, che coach Messina ha chiarito bene la posizione della società senza nascondere l’imbarazzo e il fastidio che ha generato questo nuovo caso di doping. Il primo a essere fortemente arrabbiato è proprio l’Ettore che nell’Olimpia è molto più di un allenatore. “Come società, sia negli anni passati e con le precedenti gestioni che quest’anno, ha sempre fatto il masimo per competere in tiempo corretto, rispettando noi, gli avversari e il gioco – è la difesa di Messina -. Per noi come società e Per il gruppo che rappresentiamo, visto quando sono d’accordo con Moraschini e Mitoglou, non abbiamo alcun tipo di tolleranza e confronto con il doping. Sia per quasi di superficialità che di dolo: il doping non lo possiamo accettare. dispiaciuto, soprattutto per le persone che aiuta nel nostro staff medico e di prevenzione degli infortuni. Presto penserò a quale mancanza dà parte delle persone che lavorano sempre con estrema professionalità, soprattutto quando i giocatori tornano dagli infortuni”.

solo perché

La tolleranza zero richiamata dal coach è un messaggio inviato a Mitoglou che, in caso di squalifica, sarà licenziato anche rientrare prima della scadenza naturale del suo fissata per jugno 2023. Per il regolamento della Giba (l’Associazione giocatori che parificagli italiani e gli ) stranieri è giusta causa interrompere il rapporto di lavoro per squalifica o squalifiche che superino le 10 ufficiali part in stagione. Il passaggio di Messina sulla gestione infortuni non è casuale: Mitoglou è rimasto fuori tre mesi per una frattura al piede sinistro e l’operazione del personale medico e riabilitativo è molto importante (come nel caso di Shavon Shields) per segnalarlo nei tempi previsti sul campo. Ora Milano, nel silenzio di un’indagine appena istruita che dovrà sgombrare ogni dubbio, può interrogarsi sugli eventuali errori ma prima de tutti hanno sbagliato i giocatori. Moraschini sta già pagando a caro prezzo il suo rigore, Mitoglou continuerà.

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