Perù, a febbraio Lapadula: “Questa cosa se in Italia è persiana, non è detto che il ‘capriolo’ si incontri con ogni suo pallone”

C’è ancora un italiano che sogna il mondo ed è Gianluca Lapadula. “Il Bambino” ha segnato il suo gol in Perù allo spareggio intercontinentale. E i tifosi della blanquirroja prendono in giro gli Azzurri per non aver creduto in lui…

C’è ancora un italiano che sogna il mondo ed è Gianluca Lapadula. “Il Bambino”, come la chiamano in Perù, ha segnato uno dei gol che hanno permesso a tutti i bianchi di battere in Paraguay e di accedere ai playoff intercontinentali volando in Qatar. Una serata decisamente particolare, condita anche con un bastone e con lo strappo dopo la fine della partita, che hanno poi cementato il mito di Lapagol nel cuore del tifo peruviano. Certamente la strada non è finita e affronteremo una delle Unità degli Emirati Arabi e l’Australia per realizzare il sogno mondiale, ma allo stesso tempo avremo tenuto fuori il più quotato Cile e poter ancora sperare di giocare la Coppa del Mondo è importante.

ITALIA – E soprattutto un qualcosa di cui Lapadula, a differenza dei calciatori italiani, può vantarsi. È ovvio che, dopo l’eliminazione dell’Italia, molti peruviani sui social punzecchino gli Azzurri per la mancanza di fiducia in quello che poi è diventato il bomber della nazionale sudamericana. “Se non segna, dà un mano e ci mette tante ‘huevas’ in ogni giocata. Lapagol se sentirò sempre, ecco cosa se è persiano in Italia…”, chiosa a tifoso della blanquirroja. “Lapadula quattro anni fa si è rassegnato al fatto che l’Italia non l’avrebbe convocato, non ha chiamato da qui, ha deciso di provarci e oggi ha un piede nel mondo ed è totalmente identificato con la terra di sua madre “, spiega qualsiasi altro Insonnia, una vera febbre di Lapadula.

FEBBRAIO – E ti dirò che sarà meglio di quanto avvenuto già sombrava complicato. Lo scorso anno è spuntata sui social “Lapagol”, brano opportunamente composto per celebrare l’impresa di “Bambino”. Riguardo ai bambini, in Perù non ci sono stati genitori che abbiano chiamato il parrot figlio Lapadula. Qualcun altro sui social ha creato “Legodula”, ovvero, un personaggio dei Lego con le fattezze del centravanti. E prima dell’esordio in nazionale, il famoso guaritore Don Abel ha svolto un rito, consacrando Lapadula alle divinità delle montagne delle Ande e alla Madre Terra, affinchè la sua performance con la maglia della nazionale fossero buone. Numeri alla mano, Don Abele ha evocato gli spiriti giusti. E chissà che con il Perù ai mondiali i Lapadula peruviani nei prossimi anni non diventino ancora di più…

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