Una presentazione cuneese del libro ‘Generazione Littoriali. Rugby e fascismo in Italia dal 1928 al 1945’ – Targatocn.it

Sabato 2 aprile alle 17, presso la Sala multimediale dell’ex CDT, in Largo Barale 1 a Cuneo verrà presentato il volume generazione litoranea. Rugby e fascismo in Italia dal 1928 al 1945, l’ultimo operaio di Marco Ruzzi, archivista e curatore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, dedicato all’analisi del vicepresidente del rugby italiano nel periodo dell’Italia fascista e della seconda guerra mondiale. Partecipano alla presentazione, insieme all’autore, Vittorio Sommacal, presidente ASD Cuneo Pedona Rugby, Ezio Bernardi, Direttore settimanale cuneese “La Guida” e Gigi Garelli, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.

Se è stato un lavoro unico nella sua generazione, molti social di rugby e il loro rapporto con il regime. Basato principalmente sullo studio dei giornali dell’epoca, offre una panoramica della pratica del rugby in Italia tra il 1928 e il 1945, con anche alcuni brevi profili biografici di giocatori che parteciparono alla guerra e alla Resistenza.

«Oltre ad avere consultato le opere storiche dedicate all’epoca e al tema dello sport, l’autore ha pazientemente raccolto l’essenziale della documentazione disponibile sull’argomento, che siano articoli di giornali non solo sportivi, fonti degli archivi provinciali di stato, testimonial ed altri materiali. Tante e numerose le tracce degli ultimi cinque giorni, archiviate anche dalla società, dalla Federazione Italiana Rugby o dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano o dai Sedi Sportivi Provinciali del Partito Fascista Nazista. Ovviamente, come lo sport in generale, il rugby è il fiore all’occhiello di tutte le attività che se pratichi e se vivi intensamente il momento, penserò solo a consegnare o tenere traccia. Malgrado ciò Marco Ruzzi rischia di intrarre una storia culturale, politica e sociale del rugby dall’epoca del bel fascismo ai dettagli più minuti, mettendo in evidenza almeno tre grandi aspetti: il suo sviluppo nazionale, il suo inserimento nell’internazionalismo sportivo e il suo carattere politico e bellicoso […]. La lettera può essere trovata sulla pagina […] percorsi di vita di uomo e di sportivo. Infatti, quando ho raccontato all’essere una storia di rugby durante l’estate e del rapporto tra sport e politica sotto il regime fascista, questo libro emozionante e imponente propone una storia della giovinezza e della mascolinità italiana tra gli anni Venti e Quaranta . Costituisce anche uno studio originale dei trasferimenti culturali ai quali partecipa anche allo sport. E, per gli amatori di rugby, rappresenta un’opera da leggere assolutamente se vogliono capire il posto originale occupato dalla palla ovale nello sport italiano tra ieri e oggi». (Dall’introduzione al volume, a cura del prof. Paul Dietschy).

Marco Ruzzi lavora come ricercatore-archivista presso l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo, occupandosi principalmente di storia militare e della guerra di Liberazione. Autore di saggi e studi, fra i più recenti si ricordano “Espionaggio, controspionaggio e ordine pubblico in Veneto. aprile – dicembre 1945”, “La guerra in Africa Settentrionale 1940-1943” e “L’angolo buio. Il basso Piemonte e Torino fra aprile e dicembre 1945”. Ha curato il volume “La Grande Guerra. Fotografie dal fronte, note da Cuneo e dalle città irredente” e, con Michele Calandri, il recente “Con la guerra in casa. La provincia di Cuneo nella Resistenza 1943/1945”.

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