Haas ‘Ferrari bianca’, Steiner risponde a tutte le critiche – F1 Team – Formula 1

Una delle grandi sorprese, in positivo, di questa prima fase della tappa 2022 di Formula 1 è stata la ha, La squadra americana del 2019 veleggiava nell’ultima posizione della griglia di partenza e l’anno dopo toccava letteralmente sullo sfondo, chiudendo il campionato all’ultimo post della classifica i costruttori senza aver vinto un punto. Short di fondi, il pianoforte del direttore della squadra Gunther Steiner Era uno stato che ci sarebbe stato un anno di transizione per segnalare tutte le modifiche alla regolamentazione tecnica previste per quest’anno. La strategia semina il lavoro, non con l’enorme problema che la squadra americana ha dovuto affrontare improvvisamente all’inizio del Mondiale, con la portata della guerra in Ucraina che ha portato il secondo pilota Nikita Mazepin e lo sponsor russo Uralkali.

La buona prestazione di lei VF-22 ma all’improvviso gli hanno aizzato critiche di chi giudica la monoposto realizzata dalla Haas una sorta di Copia della Ferrari F1-75. Accusa in parte Che Ricalcano di essere stato nel 2020 al Racing Point, rea di aver ‘copiato’ la Mercedes della tappa precedente, godendosi il sodalizio motociclistico delle due squadre. La squadra principale la scuderia di Kannapolis però ha ribattuto in maniera netta a questi attacchi. “Queste accuse sono sempre esistite e sempre esisteranno – Steiner ha commentato il sito f1-insider.com – Rimango calmo. Stavamo bene macchina, chiamano la nostra ‘Ferrari bianca’. so maschio, invece no. Comincio a trovarlo ridicolo”.

«Bisogna lavorerà sodo per suscitare gelosia, mentre la pietà è gratuita. Quindi che il mio augurio è che gli altri siano verdi di invidia – Il leader italiano ha aggiunto un’ancora – perché questo significa che abbiamo un grande lavoro”. Infine Steiner torna a parlare della questione spinosa riguardante l’allontanamento dalla squadra di Nikita Mazepin. Nostante gli attacchi ricevuti dal e dello sponsor Uralkali, il numero uno del Muretto Haas è ancora convinto di aver fatto la scelta giusta: “Era la cosa giusta da fare in questa situazione, perché non era prevedibile che la guerra sarebbe finita presto. Quindi la separazione di Nikita Mazepin è una logica conseguenza. La cosa più importante per me è sempre la squadra, perché sono responsabile del confronto di tutti e dipendenti. Questo è ciò che conta“, ha concluso.

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