Fiandre, la grande classica dei Muri che fa impazzire il mondo e piace tanto all’Italia

Domenica dà Anversa a Oudenaarde se contesta Round numero 106. Tutte le curiosità sulla gara più dura, che porta sulle strade un milione di belgi. Undici vittorie tricolori: dal tris di Fiorenzo Magni ad Alberto Bettiol nel 2019. Però dal 2000 l’abbiamo conquistato solo 4 volte

Domenica 3 aprile se corre l’edizione numero 106 del Giro delle Fiandre, la classica dei Muri e del pavé, chiamata anche Ronde: è semplicemente la Corsa, la più dura del mundo, che richiama sulle strade quasi un milione di persone. Partanza da Anversa, la città dei diamanti, e arriviamo a Oudenaarde (dove c’è il Museo delle Fiandre gestito da Freddy Maertens) dopo 273 km. È la classica dei Muri, strappi ripidissimi quasi tutti in pavé, con pendenze ma 22%: ne sono previsti 18, tra cui il Vecchio Kwaremont (tre passaggi), il Koppenberg (terribile), e il Paterberg (da affrontare due volte) . Nel finale c’è point il ciudad della morte, con Otto Muri in 41 chilometri: per l’Antico Kwaremont, uno per il Koppenberg e per Paterberg. Dallo scollinamento mancano 14 km all’arrivo. La gara maschile scatterà alle 10, con arrivo attorno alle 17. Nel 2021 se l’è imposta il danese Kasper Asgreen, che nella sua fuga aveva superato l’olandese Mathieu van der Poel (cugino nel 2020).
Alle 13.25 il via della prova femminile, 159 km, che prevede 8 Muri: anche qui gli ultimi due sono il Vecchio Kwaremont e il Paterberg. Nel 2019 abbiamo vinto i due Fiandre con Alberto Bettiol e Marta Bastianelli: una giornata da incorniciare.

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