A Biella esordisce nel volley seduto: “Sport inclusivo aperto a tutti”

If chiama seated volleyball, ma dietro all’ormai consueto anglicism if nasconde quella che è di fatto la pallavolo paralípica. Pensiero per persona che non ha disabilità motorie, ma non è necessariamente limitato solo ad esse. Sei giocatori per squadra, tutti rigorosamente seduti, ma mai fermi. Lo scopo è lo stesso della pallavolo, far cadere la palla oltre la rete, che è ovviamente molto più bassa. Questa disciplina è entrata di recente dal PalaPajetta, alla guida della Scuola Pallavolo Biellese, come sempre in prima fila quando si parla di sport e aggregazione.

Fortemente voluto dalla società e dal suo sponsor Monteleone Trasporti, è partito que esta setimana un progetto di sitting volley che prevede allenamenti aperti a tutti, ogni martedì sarà dalle 19 alle 21, con allenatori qualificati. A ritardare è stata la situazione sanitaria. Ad inserire il corso è il direttore sportivo della Spb, Federico Barazzotto: «La partenza di esta setimana è estata un po’ complicata. Abbiamo avuto qualche conferma, ma qualcuno che aveva data l’adessione è stato bloccato dalla febbre. Bisogna vedere il seguito, comunque partiamo ed è ciò che conta». Sulla salute non si scherza, anche perché rimane l’obbligo di avere il Green pass rafforzato per partecipare al progetto, baso per sulla voglia di giocare e di mettersi alla prova. Ad allenare gli aspiranti seduto-pallavolisti sarà Simone Nicolò, che lavora in sociale e se definisce una grande passione per la pallavolo, seduto o in piedi cambia poco. “Simone ha studiato e ha imparato i fondamenti della disciplina: il nostro piano è iniziare a giocare, poi più avanti nel tempo – se ci saranno le condizioni – le forniremo una rosa per iscriverla alla categoria campioni”, continua Barazzotto . tuttavia è una disciplina paralimpica, anche se posso praticarla. La porta del PalaPajetta era aperta. «Accogliamo chiunque sia interessato – aggiunge il ds biellese -, in quanto il campionato italiano è comprensibilmente misto: se possono schierare soprattutto atletico con o senza disabilità motoria, anche perché tra i primi sarebbe difficile trovarne così tanti. Abbiamo comunicato che abbiamo chiesto alle varie associazioni di cercare qualche atleta da coinvolgere nel progetto». Insomma, a Biella c’è un’opportunità in più. Un nuovo ramo del pallavolo territoriale che, tra settori giovanili, tornei, Academy estive e squadre di livello, ha già molto da offrire. Conclude Barazzotto: «Ringraziamo sponsor Monteleone che ci teneva ad organizzare qualcosa di inclusivo. Questo progetto è unico”.

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