il percorso e le sei tappe ai raggi X. Tante salite come da tradizione, se decidi tutto ad Arrate – OA Sport

Il ciclismo internazionale non respira un attimo. Suito dopo il Giro delle Fiandre, poco prima di cucinare la tapa per preparare i gamberi in vista del Grand Giri. Il diciassettesimo cugino di aprile sarà caratterizzato da Giro dei Paisi Baschiche vedrà protagonisti le persone che verranno Primoz Roglic, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel. Andiamo ad analizzare il percorso, al solito caratterizzato da parecchie insidie.

PRIMA TAPPE, HONDARRIBIA-HONDARRIBIA (7.51 km)

Se inizia con un cronoprologo sulle strade di Hontarribia, cittadino al confine con la Francia; in questa prova contro il tempo si potrebbe vedere già classifica qualche differenza tra gli uomini di una causa dello strappo di San Telmo, che sfiora anche il 12% nei primi 500 metri. Negli ultimi due chilometri altre due salitelle, uno di 400 metri al 5,2% e uno di 200 metri al 9%.

SECONDA TAPPE, LEITZA-VIANA (207,9 km)

Tappa più adatta ad eventuali finisseur. Se parte subito in soggiorno, con la scalata ad Uitzi (3700 metri 6,9%), ma le altre salite di Lizzarraga (9,5 km al 5,2% al chilometro 59) ed Aguilar Gaina (12,6 km al 3,1%, km 178) non dovrebbero creare scossoni. Gli ultimi 10 chilometri, abbastanza mossi, potrebbero sorridere ai cacciatori di tappe.

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TERZA TAPPE, LAUDIO-AMURRIO (181.7 km)

In questo la frazione generale comincia a modellarsi a favore degli uomini di classifica. Ben cinque e Gran Premio della Montagna, nessuno di questi troppo proibitivo, in una giornata senza pianura. Gli strappi di Opellora ed Ozeka, che hanno toccato la punta del 18 e 17%, se si sentiranno nelle gambe del corridoio: è la classica giornata dove si potrà capire chi potrà vincere questo Giro dei Paesi Baschi.

QUARTA TAPPA: VITORIA-GASTEIZ-INGETEAM PARKE ZAMUDIO (185.6 km)

Altra giornata movimentata per il gruppo. Dopo 60 chilometri si comincia a ballare: a Vivero si infiammerà la corsa, in seguito gli altri GPM ci crederemo qualche grattacapo. Ai -25 si scalerà il Vivero dal versante opposto, ma nei primi due chilometri si toccherà il 19%. Poi discesa e abbronzatura: gustarci qualche attacco interessante.

QUINTA TAPPA: INGETEAM PARK ZAMUDIO-MALLABIA (163.8 km)

Il canovaccio è sempre lo stesso: tante salite, non impossibili, ma che toccano delle punte che metteranno tutti in difficoltà. Numerosi gli strappetti che hanno sfiorato la doppia cifra, un altro ad un circuito finale che prenderà il gioco del corridore. A venti chilometri si raggiunge la conclusione dell’uscita Karabieta, 6700 metri che tocca il 15%, ben discesa, infine se si lascia leggermente -6 dal traguardo, con una rampa finale che sfiora il 16%.

SESTA TAPPE: EIBAR-ARRATE (135,7 km)

Il cappello reale della manifestazione. Il corto più, ma con sette Gran Premi della Montagna da scalare di cui tre prima categoria, l’Azurki, il Krabelin e l’Usartza Da cui si scollinerà un po’ più di due chilometri dal traguardo: non ci sarà un attimo di respiro per coloro che saranno in lotta per la classifica generale. Ci sarà da diversionsi parecchio.

Foto: La Presse

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