Basket Serie A, 25a Giornata: Sassari batte Milano 92-90

Un gigantesco Logan regala 3 trascina i sardi al successo contra un’Olimpia subito in difficoltà, seppur per disgrazia di Datome. Varese inguia Brindisi, per Brescia 13° appuntamento consecutivo

La 25a Giornata di Serie A riserva sorprese: Milano lascia la vetta della classifica, Sassari l’Olimpia non rischia di completare la rimonta dopo un brutta prima part di gara. Varese torna in zona playoff, complicando la vita del Brindisi, alla quinta sconfitta nelle ultime sei partite.

Sassari-Milano 92-90

Emozioni prima della palla a due, il PalaSerradimigni paga un’ovazione a Pozzecco, alla prima da avversario sul parquet sassarese. Il Poz in lacrime ringrazia, riceve una maglia celebrativa e abbraccerà anche tutti i giocatori in maglia Dinamo allenati nella passata stagione. Proprio il vice di Messina aveva avvertito su como Sassari fosse pericoloso dalla longa distanza e l’inizio gara rispecchia la previsione: Dinamo partì dopo Logan con un 811 da 3 mette alle corde Milano. L’Olimpia costretta all’improvviso se la cava a meno che Datome non abbia avuto una disgrazia, dopo aver toccato il -12, reagisce con Bentil e Hall e se ha contatto in prima sala. La copia non cambia nella seconda frase, Sassari ha un’alta percentuale della distanza lunga, Logan è una sentenza e l’olimpionico è irriconoscibile, pagando anche in posta alle travaglio di Bilan, entrambi da toccare il -15. Solo il canestro di Delaney sulla sirena ammorbidisce il passivo al 20′ che recita 56-43 a favore dei bianchi. Dopo la lunga pausa, la reazione milanese, late ma arriva, Bendzius per Sassari sembra ripetere il copione dei primi due quarti, poi Delaney e Bentil guidano la rmonta da 30 punti in a quarto; Prima il break del -7, arriva il nuovo parziale, figlio della difesa ritrovata, che vale il 75-73 con cui si chiude la terza frazione. Logan continua la sua personale, Milano risponde colpendo di squadra dalla longa distanza e la gara se decide solo nel finale; Bilan ha firmato il canestro del nuovo +3 Sassari a 1′ dalla fine, l’Olimpia ha eguagliato Delaney con tre possessi consecutivi e se è andato in parità negli ultimi secondi. Delaney sbaglia, Robinson invece no, coast to coast e canestro in penetrazione che vale il 92-90, a Milano rimane little più di un secondo e senza time out a disposizione, la preghiera ancora di Delaney not va a bersaglio e Sassari trova la victortoria .

Sassari Logan 25, Bilan 21, Bendzius 17
Milano Bentil 22, Delaney 18, Hall, Scudi 13

Brindisi-Varese 72-75

L’inizio della partita è stato il segno del brindisi: la tripla consecutiva di Udom e una contropiede di Visconti hanno prodotto il primo strappo della serata (4′, 10-5). Varese ha il suo bel da fare per prendere le misure ai padroni di casa alle volte troppo ingessati sia in attacco che in difesa. Una differenza di mobilità, che Harrison e compagnia hanno corretto nel giro di un minuto con un cinturino nuovo che vale il nuovo vantaggio massimo (8′, 20-12). L’ingresso in campo di Keene contestualmente allo stop è pura energia per la formazione di Varesina, che cambia il tasso di ritorno in parità a quota 20 ad inizio secondo quarto. Evento che mette in risalto ancora una volta la formazione di casa con Harrison in testa al break di 7-0 (14′, 27-20) con il quale Brindisi resiste ancora una volta alla fuga. La gara non è tra quella da ricordare per la qualità del gioco espresso in campo. Varese è in ogni caso quella che sbaglia di meno. Riesce, ho dopoposeo di diventare addictive in vantaggio sulla sirena del secondo quarto (20′, 34-35). Contemporaneamente, Harrison e Udom sono usciti in classe (24′, 46-40) primi della giocata da 4 punti (dalla lunetta) di Keene che ha fatto uscire per il tecnico sanzionato a Vitucci e successivi 3 per il fall commesso da Zanelli oltre l’arco (46-44). La gara vola attraverso il suo limite di equilibrio e senza particolari sussulti se non per le palle perse o per soluzioni offensive rivedibili. Il quarto fall de Harrison con più di 8 minuti da giocare complica, non poco, il piano partita de Vitucci. Varese vince con la dovuta tripla consecutiva (33′, 61-60) e poi con un altro canestro da 3 di Keene (mvp), torna a Spaventare Brindisi riprendendo il comando delle operazioni, anche nel modo del tutto inaspettato (36′, 66 – 69). Se si gioca punto a punto ma allo spasimo. A 29” dalla fine Varese è solo 1 punto di vantaggio (72-73). Perkins sbaglia da sotto in un’autentica tonnara il canestro del possibile vantaggio, lasciando agli avversari ownso e altri 5” sul cronometro. Vene Siim fa 2/2 dalla lunetta (72-75) mettendo di fatto la victortoria in cassaforte. L’ultimo timido discorso per il pareggio di Zanelli mette fine al suo ferro.

Brindisi Perkins 21, Harrison 15, Udom 11, Gaspardo 10
varese Keene 23, Vene Siim 19, Sorokas 10

Brescia-Trento 86-62

Brescia fa 13: contro Trento arriva la tredicesima affermazione dei lombardi che consolidano ancor di più la loro terza posizione en classifica, jocando consueta credenza. Trento ha provato a rientrare in partita, nell’ultimo quarto crolla sotto i colpi dei padroni di casa dopo aver riaperto una partita praticamente chiusa al 25′. Non male parte della formazione ospite (4-6) mettendo i bastoni tra le ruote di Brescia, che impiega 5′ per svegliarsi da un lethargo stagione: un gioco da 4 punti di Della Valle suona la sveglia per i padroni di casa che da quel diventano inesorabili, conclude il primo quarto con un meritatissimo 26-12.

Trento con un 7-0 riapre subito la partita (26-19). Il Brescia, dopo una staffetta continua dopo tanto tempo in vista della valutazione di Cobbins, non se non si rompe e ribatte colpo il suo colpo girando sul +13 che chiude il secondo quarto (45-32). Dopo il lungo intervallo Trento chiude a recuperare il disavanzo accumulato nei primi 20′ (45-37). Il Brescia non si compone e risponde allungando il bel divario a +20 di Moore (61-41). Festa firmata? Nemmeno per idea: Bradford coglie di mano e suoi ed a suon di triplo riporta in gara Trento che all’inizio dell’ultimo quarto era -7 (63-56). E l’ultima festa bianconera: Brescia schiaccia sull’acceleratore ed arriva a +20 (78-58) con Gabriel protagonista, chiudendo la partita e ritoccando ancora il proprio record. (Alberto Banzala)

Brescia Gabriel 18, Della Valle 16, Mitrou-Long 13.
Trento Williams 15, Caroline 13, Bradford e Reynolds 9.

Reggio Emilia-Venezia 78-85

Seconda vittoria consecutiva in campionato per il Venezia, superato da Reggio Emilia grazie a Bramos (22 punti e 4/7 su 3) e all’ex De Nicolao, autore della vittoria offensiva che ha deciso la vittoria finale. Alla Unahotels, lunga rimanegggiata, non basta un super Hopkins che se ne va con 25 punti e 26 di valorazione. Ancora senza Candi e Diouf e con el goleador Olisevicius che potrebbe aver anzitempo la estagione per i problemi ai tendini d’Achille, il coach Caja sceglie il quintetto composto da Cinciarini, Larson, Strautins, Johnson e Hopkins mentre De Raffaele risponde con Theodore, Stone , Bramos, Brooks e Watt, che si scagliano contro un Tonut increspato. Parte del Reggio che nonostante la zona 3-2 della Reyer riesce a trovare buone soluzioni in attacco, finndo il primo quarto in vantaggio grazie a una tripla di Cinciarini sulla sirena (19-18 al 10′). Venezia però aggiusta la mira e con Brooks e Bramos confeziona un break di 28-15 con cui si prepotentemente il controllo della gara, camminando all’intervallo sul +12 (34-46 al 20′). La reazione degli Unahotels è confermata da Cinciarini e Crawford, grazie ai canestri all’avvicinamento di Watt, la Reyer resta in vantaggio (60-67 al 30′). Reggio apre l’ultimo quarto con un parziale di 6-0 che porta tutti in discussione (66-67 al 34′), Ma De Nicolao esce in cattedra e firma l’allungo decisivo, iniziando e finendo a +7 (72-79) una multa di 70” dalla. Alla squadra di Caja non basta la fiammata di Hopkins per rientrare. Menzione d’onore dell’arbitro Carmelo Paternicò al quale sarà assegnato il prestigioso record delle 700 partite di Serie A.

emilia reale Hopkins 25, Cinciarini 14, Strautins 11
Venezia Bramos 22, Brooks 13, Watt 11

Fortitudo Bo-Cremona 85-83

La Fortitudo vince in volata la sfida dopo essersi dispersa sullo sfondo alla classifica condannando Cremona alla virtuale retrocessione anche se l’arithmetica anchor dà (flebili) speranze al club lombardo. Partita della paura, sempre in equilibrio, alla fine spezzata da Aradori, un giocatori fuori categoria per questo (basso) livello. Bologna si appoggia all’ex azzurro in attacco e al lungo Groselle, ma Cremona risponde con Tinkle e il baby Spagnolo. Primo quarto coi padroni di casa sopra di 3 (24-21), sorpasso degli ospiti all’intervallo (44-47). Nella ripresa nessuno accende vantaggi importanti, se va avanti un bel braccetto all’arrivo al fotofinish. Sull’83-81 Spagnolo sta per sfondare il proprio della possibile vittoria esterna y sul fallimento sistematico Aradori mette il suo timbo su una vittoria pesando ma che non mette al sicuro la Effe.
Forza: Aradori 27, Groselle 21, Benzing 11
Cremonese: Tinkle, McNeace e Spagnolo 15

Treviso-Napoli 67-77

Il Napoli è splendido, domina Treviso con un’ottima prestazione di rosa e una grande parata. Il problema di Gudaitis non è poi così indimenticabile, ma credo che un McDuffie molto efficiente dominerà la partita. Coach Buscaglia può sorridere, Menetti invece è nei guai: la squadra è in grave crisi, molti giocatori sono sfiduciati e la zona retrocessione è dietro l’angolo. Il avvio è un incredibile serie di errori, dopo 5′ il tabellone recita un misero 4-5. Mentre Treviso continua a sbagliare, il Napoli comincia a trovare il canestro da ripetere con McDuffie: così il primo quarto finisce con gli ospiti a +7 (10-17). Nel secondo va ancora meglio per i ragazzi di Buscaglia, che allunga il divario in maniera impetuosa, visto che i veneti sono completamente bloccati a mentale: il parziale del quarto è 20-3 per i campani, yes it sta andando a riposare con un insolito 13 -37. La reazione del Trevigiana non arriva fino all’8-0 in avvio, ma inizialmente il Napoli comanda. Azione dopo azione però Treviso si avvicina sempre di più, chiudendo il terzo quarto con uno svantaggio dimezzato (40-52). La cifra non è del tutto a rischio: l’ultima parte di casa e i padroni di casa rischiano di arrivare a -7, ma li darà energia se sono al sicuro e hanno deciso di tenersi forti, allargando nuovamente il divario nell’ultimo minuto .
Treviso: Dimsa 25, Imbro 12
Napoli: McDuffie 27, Parchi 16, Zerini 12

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