F1, Ferrari: Mattia Binotto, Laurent Mekies, Enrico Cardile, Enrico Gualtieri, ecco chi sono gli uomini chiave a Maranello

La doppietta in Bahrain di Leclerc e Saoinz la scommessa vinta da Mattia Binotto: ha segnato il suo stesso gruppo, con poche modifiche, non diversamente dalla tremenda tappa del 2020 (la peggiore degli ultimi 40 anni). Cita sempre l’esempio della Red Bull che ha mantenuto una struttura stabile durante il periodo della crisi dopo i Mondiali dal 2010 al 2013. Binotto è entrato in Ferrari con una tappa, nel 1995: l’anno in cui è arrivato Michael Schumacher. Lui lavora fra i motoristi seguendo i miloni di chilometri macinati durante la prova a Fiorano, Mugello, ovunque. Sono nata a Losanna e cresciuta a Reggio Emilia, tifa Inter: era stata scelta come responsabile dell’area motoristica dopo la morte del primo anno dell’era di ibrida, il 2014, e si era rilanciata. Due anni dopo coglie l’incarico di direttore tecnico di James Allison (pregare in Mercedes). Sono gli anni della coop rossa di Sergio Marchionne, della catena di comando orizzontale, del pescare le competenze in azienda. Il monoposto 2017 e 2018 se fossimo molto competitivi, vincerei la Mercedes. Dopo la scomparsa di Marchionne, John Elkann e l’allora ad Louis Camilleri congedano Maurizio Arrivabene dal ruolo di responsabile della Gestione Sportiva a nominare Binotto alla sua carica. Nel 2019 sono arrivate tre vittorie (dovute a Leclerc e una a Vettel), oltre all’assicurazione federale dei loro motori, che è stata appesantita da tappe successive, ed è ancorata al peso della pandemia che ha determinato il cambiamento di regolamento dal 2021 al 2022.

Add Comment