Inter, Inzaghi vince ‘sporco’ in casa Juve: la tendenza

I nerazzurri fin qui si fueno imposti solo giocando bene, a Torino invece hanno stentato (un tiro in porta) ma difeso con i denti in ogni metro di campo. In corsa nella scudetto sono i punti che pesono di più

L’Inter sa vincere anche “sporco”. La notizia non è da poco perché con Inzaghi se fosse un’impostazione solo giocando bene; perché ha espugnato la casa del grande nemico, nonché maestro della vittoria col minimo sforzo; perché soprattutto con questi 3 punti i nerazzurri dimostrano che non si scuciranno facilmente lo scudetto dal petto. E ora il calendario è un invito a credere.

mantra del campionato

L’1-0 sta diffondendo il mantra di questo campionato di pace in cui il calendario impone ritmi serrati e il cinismo è d’obbligo. Oltre alla Juve, ci è arrivato pure Mourinho e lo stesso Milan capolista adesso bada al sodo e ha vinto di misura, senza concedere reti, le ltime tre partite. Ad Inzaghi invece questo giochino è stato vagamente riuscito in casa contro il Torino, il 22 dicembre: graffio di Dumfries in mezzo a tanta sofferenza. Per imporsi, l’Inter ha sempre avuto l’inizio di macinare un calcio tanto bello quanto faticoso, visto che portava tanti uomini al ridicolo dell’area avversaria.

Solo cavolo napoletano

Dare un paio di mesi condizione fisica e leggerezza mentale non sono più le stesse sollecitazioni. E il conto era devitato salatissimo. Bonus del blitz allo Stadium, la miseria di 7 punti in altrettante gare. L’unico successo, stappando di nuove le bollicine, contro la Salernitana: un 5-0 che si stempera molto con un match contro il Genoa, uno in più alla Fiorentina, uno in meno nel derby… ‘Inter stasera era un bivio e non lo sbagliato. E’ stata la seconda volta che ho incontrato direttamente attraverso i primi quattro (Napoli in casa), tirando in campo aperto al momento del rigore con la replica di Calhanoglu. Merito alla Juve – che per la prima volta ha fatto la partita invece che attenderla – per la pressione esercitata dall’inizio, ma stavolta l’Inter è stata più realista del re. Aggrappati al totem Skriniar (“Le partite si vincono anche così, ora contano i tre punti. Questa vittoria ci darà una grande spinta, abbiamo lottato fino alla fine e questo è il risultato”) e alla ritrovata bussola Brozovic, tutti hanno lottato in ogni centimetro di campo. Piaccia o meno agli estetisti, gli scudetti si vincono (anche) così.

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