KIGILI BOLOGNA – VANOLI CREMONA 85-83 – CESTINO BOLOGNANO

Se dovessi vincere e se venissi con tanto di quella paura da far la gioia dei cardioologi, per la Fortitudo che magari non aggiustare la differenza canestri ma, vedendo l’andamento della partita, è già tanto roba che si voltò verso la porta casalingo dopo 3 mesi e, di fatto, in corsa per la salvezza buttando Cremona all’inferno. Meno bella di altre recenti occasioni perse contro avversari ridotti all’osso dai crack, Bologna è viva. Magari servirà bene ma continuerà ad aspettare, ma almeno questa, faticosissimamente, è andata.

Coreografia della Fossa e striscione conquistamola A, per una Fortitudo che impiega due minuti per entrare in campo e ha bisogno della strigliata di Martino sullo 0-7 per provare a giocare sul serio. Se il controbreak di 16-2, segnando quasi sempre e godendo del fatto che Cremona, per aver spagnolo che ad ogni primo passo brucia Durham, ha nell’unico Cournooh l’unico capace, poi, di rifinire. Messa l’inerzia del quarto su un leggero vantaggio bolognese, c’è l’esordio casalingo di Fantinelli con recupero e assist, soliti alti e bassi difensivi, e 25-22 al 10′.

Adorori fa davanti e disfa dietro, arrivati ​​tre triple consecutive da Cremona e il sorpasso, con il non felice panchinamento di Groselle e Benzing assieme e la difesa che collassa al primo passaggio ospite. Perse le certezze di inizio partita, e imbarazzante nel non avere un’idea difensiva quella, se va 38-45. Groselle è piantato dietro ma davanti incontrato perfino due liberi, McNeace gongola in area dove mancano solo i salatini, e sbagliando due volte l’ultimo appoggio è 44-47 al 20′ concedendo un mesto 60% al tiro agli ospiti.

Di colpo diventa braccino collettivo, con Martino a più riprese dai passaggi degli esterni cremonesi (non è un refuso) e, davanti, Aradori e Feldeine a fare bello e cattivo tempo, ma almeno un sorpassino. C’è il vantaggio ma tan approssimazione da parte delle due squadre, ed è – giustmente – salutato come un il primo canestro di Fantinelli dopo tanto, troppo tempo. E 66-62 a 30′.

Ad aggiustare ricuci a culo da oscar con la minicola, ma – andava bene anche con la maiuscola – quando Benzing, allo scadere dei 24”, segna in carpiato una tripla di tabella per il +6. Feldeine se perdonerò un minuto con l’atletica della UISP con il dovuto recupero e questa volta che sono ossigeno per chi non ne ha, dato che ormai ogni azione è una prova senza l’idea minima per costruire un tiro facile. Una serie di schifezze ha permesso a Tinkle il -2 di entrare negli ultimi 60” di gioco, e la Durham ha perso per palloni con colpe collettive di compagni che non avevano muscoli per aiutarlo. Allora sia lodato il corpaccione di Benzing que sfondamento su Spagnolo e poi mette due liberi santi e venerabili, e paura per un passaggio di metà campo al limite degli 8”. Aradori mette quel che servire, bene.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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