modenese. «Vaciglio, la nuova ciclabile è un errore. E la superstrada porterà car tra le case»

L’urbanista Claudio Borsari: «Chi ha progettato quel percorso considera la mobilità una scocciatura»

MODENA. Magari si poteva fare qualcosa di meglio, visto che si tratta di un nuovo quartiere, spazio non mancava di certo. Anche per questo definire l’intervento economicoin senso economico, ma anche al ribasso per qualità. Claudio BorsariIngegnere civile moderno specializzato in infrastrutture e trasporti che opera come consulente a Londra, con la nuova pista ciclabile realizzata nel comparto Vaciglio-Morane, oltre in generale alla futura viabilità della zona sud della città.

Ingegner Borsari, in questi giorni diversi cittadini stanno criticando la nuova ciclabile del comparto Vaciglio, dove nonostante gli spazi ampi pedoni e la bici spazia condividere lo stesso spazio sul marciapiede. cosa ne pensi?

«Se si tenta di pessimi progetti, percorsi ciclopedonali fatti nella peggior maniera possibile, ancora più incredibili pensando a un quartiere di nuova costruzione senza alcun problema di spazio o preesistenza. Grande indicazione che per chi ha programmato e per chi ha approvato la mobilità attiva e sostenibile nell’ultimo dei pensieri, quasi una scocciatura da arrangiare nel modo più “economico”. Il mio argomento per la lingua inglese, ma se è una parola efficace perché esprime se l’aspetto economico, riferito al minor costo, se il concetto di “maschio grasso”, in maniera svogliata, di scarsa qualità. Insomma, le infrastrutture di viale Dalla Chiesa, progetto 40 anni, sono molto meglio di queste nonostante l’età…».

A proposito di ciclabili, in città c’è ancora una certa perplessità per quelle realizzate in carreggiata in via Morane ed Emilia ovest…

«Si tratta di due quasi piuttosto diversione tra loro. Si tratta di via Morane, lungo la maggior parte della strada non c’è lo spazio per soluzioni diversity da corsie ciclabili in carreggiata. Sulla via Emilia ben venano le corsie ciclabili per mettere in sicurezza e supportare la mobilità ciclistica, se il costo consentito al Comune di realizzare soprattutto molti chilometri in pochissimo tempo. Bello è stato che l’intervento è stato un primo passo per una progettazione complessiva della città principale, con una drastica riduzione degli spazi dedicati al traffico privato (compreso il patchwork), un drastico aumento dello spazio pubblico, comprimere alberature, verde e territorio urbano, e messa en sicurezza delle strade per pedoni, ciclisti e trasporto pubblico».

Rimanendo nella zona sud della città, cosa pensa Falcone-complanare della nuova “bretella”?

«Salvando la mappa del modello di viabilità inserita a Pums, se mangi con la nuova via ci sarà un aumento di traffico di circa 100 ogni volta che la tua via è essenzialmente residente – via Mattarella, via Casalegno, via Dalla Chiesa, via Pavia e via Cividale – con una riduzione sulla viabilità principale, dall’asse Morane-Salvo d’Acquisto a via Contrada, Nuova Estense e Vignolese. A corredo, la nuova strada creerà una serie di scorciatoie che portano il traffico in tutta la zona residente e in tutte le strade principali: è evidente quanto sbagliato sia anche concettualmente intervenuto. Il Comune dice che è necessario ridurre il traffico su Vignolese e Morane e devialo fuori città, ma allora dove sono gli interventi di “dieta stradale” (ovvero riduzione di velocità e carreggiata, miglioramento degli spazi pubblici e della mobilità sostenibile) its quelle assi? Per avere il traffico fuori dalla città, non basta la Complanarina e un tratto di svincolo lungo la Nuova Estense, dove far convergere i bus urbani (5 fanno,4,3) che capolinea in zona, in aggiunta alle correere sulla Nuova Estense, e Collegato alla rete delle piste ciclabili e ai sistemi di car sharing, bike sharing e monopattini? Quando il Comune dice che l’intervento dimezzerà il traffico su via Morane e via Vignolese, vuol dire che è tutta l’area ci sarà una riduzione assoluta di spostamenti in auto, oppure semplicemente il traffico verrà spostato?

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