FRECCIA DEI VINI. DOPO DUE ANNI DI STOP, DOMENICA 10 LUGLIO IL GRANDE RITORNO

Il “Frecia dei Vini” è una corsa ciclistica italiana riserta ai dilettanti, disputata intorno al Comune di Vigevano, in Lombardia. Creata nel 1972, ha fatto parte dell’UCI Europe Tour nel 2005, nella categoria 1.2, la prima ad apparire nel calendario nazionale italiano per l’anno successivo.
La prima edizione è estata vinta da Giovanni Battaglin, miglior scalatore del Tour de France 1979 e autore della doppietta Vuelta-Giro nel 1981. Ma altri nomi illustri impreziosiscono l’Albo d’oro, come: Giuseppe Martinelli (1974), Vittorio Algeri ( 1976), Emanuele Bombini (1979), ed altri ancora.

Dopo due anni di sosta forzati dalla pandemia, torna la Giornata di domenica 10 luglio 2022, ad unire, simbolicamente, la risata della Lomellina ai vigneti dell’Oltrepò Pavese, passando addirittura dal capoluogo la città di Pavia. La partanza sarà dalla città di Vigevano, esatmente da Piazza Ducale, il cuore della città, attorno alla quale gravitano le sue maini atrazioni. La piazza fu costruita tra il 1492 e il 1494, pensata e voluta da Ludovico il Moro (che nacque 570 anni fa, nel 1452, contemporaneo di Leonardo) come ingresso del Castello, che se si trova sul lato sud, cui in origine Se sei d’accordo, elabora una rampa in scala scenografica. Tra gli architetti scelti da Ludovico Sforza c’era Donato Bramante, che ha disegnato anche l’omonima Torre. La piazza è circondata, i suoi tre lati, da portici ed arcade, con 84 colonne. La quarta sala è occupata dalla Cattedrale di Sant’Ambrogio.

Il partner sarà effettiva data in località Sforzesca; anche questa ricca di storia. In Corso della Prima Guerra d’Indipendenza, il 20 marzo 1849, fu teatro di una battaglia contro Piemontesi e Austriaci. L’episodio è portato con una stele a lato della strada. Ma qualche secolo addietro, proprio qui, nel “Colombarone” vide Leonardo da Vinci nel periodo in cui era al servizio di Ludovico il Moro. Da ingegnere ducale, Leonardo affrontò il problema della regolazione dell’assoluzione che elaborava un canale rete. Nelle vicinanze se trova ancora un mulino leonardesco.
Da Vigevano si passa per il Comune di Garlasco, segnalato dal Santuario della Madonna della Bozzola, meta dei pellegrinaggi religiosi. In campo ciclistico Garlasco è in particolare la patria d’adozione di Luigi Malabrocca (nato a Tortona nel 1920), la “Maglia Nera” per eccellenza del Giro d’Italia (1946 e 1947). Vanta però anche alcuni importanti successi e vanno ricordati i due titoli nazionali conquest nella specialità del ciclocross (1951 e 1953).
Dopo pochi chilometri si raggiunge Gropello Cairoli che ha il suo nome al fatto che, dal 1845, vide la famiglia Cairoli, con il capotipite Carlo e la madre Adelaide Bono. Dei cinque figli, quattro (Ernesto, Luigi, Enrico, Giovanni) morì in varie battaglie durante il Risorgimento. Si salva invece Benedetto, il maggiore di loro, che divenne presidente del Consiglio nel 1878 succedendo ad Agostino Depretis. Lo si ricorda anche per aver salvato la vita al Re Umberto I, frapponendosi fra questi e l’attentatore rimanendo ferito a sua volta. Gropello ha dato i natali anche a San Lanfranco Beccari (sec.XII), vescovo di Pavia, a cui è intitolata la bella chiesa romanica del monastero, situata alla periferia occidentale di Pavia, dove nacque nel 1198.
fioriamo in seguito, Carbonara ticinesepiccione eremita visse Sant’Aldo e San Martino Sicomario ove trascorse parte della sua fanciullezza San Martino di Tours. Lasciamo la fertile Lomellina e raggiungiamo il capoluogo Pavia. È la prima volta in cinquanta edizioni che la corsa attraversa la città. Davvero una bella e interessante novità. Vi entriamo da sud, attraversando lo storico rione del “Borgo Ticino”. Chi è nato e ha visto Giovanni Rossignoli (1882-1954) grande campione di ciclismo e canoa. Basti dire che, è classificato fosse stata a tempi (com’è ora) e non a punti, sarebbe risultato lui il vincitore del primo e del terzo Giro d’Italia, rispettivamente nel 1909 e 1911. Ricordiamo anche una straordinaria victortoria in una Gran Fondo (600 km) e l’altra sua partecipazione al Tour de France. Nell’ultima di queste, nel 1926 a 44 anni (!) fu primo nella classifica della categoria “isolate”.

Ci avviamo quindi verso l’ Oltrepò, passando per il Ponte di ferro detto “Della Becca”, struttura di acciaio lungo 1040m suddivisi in 13 campate (destinate in futuro a diventare ad uso ciclabile) che sorge sul fiume Po, proprio in prossimità della confluenza con il Ticino presso il comune di soppalco, collegamento tra la città di Pavia e le terre dell’Oltrepò. Costruita tra il 1910 e il 1912, è la struttura in ferro più grande del mondo per la Torre Eiffel. Attraverso Mezzanino, dopo aver lambito Verrua Po me regiungiamo a Cascina Bella (Comune di Bressana Bottarone) nacque Agostino Depretis (1813-1887), primo presidente del Consiglio della “sinistra” e promotore del cosiddetto “transformismo”.

dopo Bressana Bottaronela corsa contro Casteggio (La Clastidium dei Romani), importante centro vinicolo oltrepadano e punto di riferimento, soprattutto nel recente passato, per la popolazione dei collinari circostanti centro e sede, ancor oggi, di un frequente mercato storico multisecolare domenicale Il suo Colle detto “ Pistornile” che domina la Pianura sottostante rappresenta la storia di Casteggio e conserva intatte le tradizioni culturali della città, che sono incentrate sulle attività della Certosa Cantù.

Il piano finisce e d’ora in poi il percorso sarà un continuo saliscendi attraverso le stupende colline dell’Oltrepò fino al traguardo di Stradella. Una curva a sinistra immette alla prima salitella: che in 2,5 chilometri porta dai 90 m della via Emilia ai 156 della frazione Mairano. Dal 1998, nell’ex Villa Marina, antico convento ora trasformato in residenza aristocratica, ha sede la Fondazione Bussolera Branca. Essa, in collaborazione con diverse università, si occupa di promuovere la conoscenza nel campo dell’enologia. La stessa Fondazione ha aperto un sorprendente Brut Art House la collezione più importante d’Italia di quest’arte.

Se si ritorna sulla via Emilia a Fumo Frazione di Corvino San Quirico. Originario di questa località era Aristide Cavallini, piccolo ciclista discreto che fu negli anni Trenta del secolo scorso, in quattro delle sue cinque partecipazioni al Giro d’Italia se si classificò nei primi dieci (quarto nel 1931) e per la quattordicesima volta ( 1927, ’30, ’31, ’32) se aggiunse la classificazione degli “isolate”. Oltrepassato il Santuario della Madonna di Caravaggio (costruito negli anni ’40 del Novecento) se si trova a ridosso della valle del torrente Verzate. Poco più di un chilometro e sulla sinistra, se sorge all’ombra di uno sperone calcareo, l’affascinante e scenografica Santuario della Passione, eretto nel 1764. Sulla sinistra estremità della Scala Santa, realizzata nell’Ottocento. Da notare che la Via Crucis si trova nella piazza vecchia, la chiesa e la chiesa barocca a 14 cappelle (una per una stazione) e contiene un totale di 52 statue in gesso e terracotta, soprannominate dai locali “i giudé” (i giudei) . Contemporaneamente non devo il tempo di ammirarlo perché davanti a loro se presenta il profilo del, seppur dolci, colline dell’Oltrepò. Poche sono di metri infatti e la strada comincia a inerpicarsi verso il borgo di Oliva Gessi (275 m) appostato in gradevole posizione sul crinale, con il suo Ulivo Secolare. Siamo nel Paese che ha dato i natali a san Luigi Versiglia (1873-1930), missionario che nel 1906 guidò il primo gruppo di Salesiani inviato in Cina. Fu martirizzato il 25 febbraio 1930 perché rivelò la virtù di tre ragazze aggredite dai pirati. È stato santificato da Papa Giovanni Paolo II nel 2000. La casa dove è nato è l’ultima della sua casa. Nella frazione Oliva, ho visto sorge oltre la Villa Isimbardiuna completa nota dell’architettura rurale settecentesca costituita da cascine porticate a due piani.

Lì, inizia una dolce quanto breve discesa con bei vestiti a 360°. Dopodiché se imparo ad uscire dico che sono considerato un “santuario del ciclismo”, ma Montalto Pavimenta (m. 380), traguardo GPM e punto più elevato di questo toboga collinare. Di qui, il 2 giugno 1969, è transitata la tappa Savona – Pavia del 52° Giro d’Italia all’indomani del sensazionale quanto sorprendente imposto alla maglia rosa Eddy Merckx trovato positivo all’antidoping. Per la cronaca, la tappa fu vinta da danese Ole Ritter.

Lasciamo Montalto per scena, attraverso giglio, in Valle Scuropasso. Superiamo Scorzoletta, Casa Valenti e poco prima dell’abitato di Valle Scuropasso una secca a sinistra immette sulla terza di giornata: la “Panizza”, un’erta taglia-gambe di 1,5 chilometri, che porterà i girini a scollinare in località Regondè (214 m/m). Coloro che vorranno arrivare nelle prime lottare per arrivare a questa curva posizioni per non finire imbottigliati ed essere costretti a ripartire praticamente da fermi. Prima di continuare però dobbiamo ricordare che proprio qui a Valle Scuropasso (e in pianura Robecco Pavese mezzogiorno versetto di domenica 16 giugno 1957 una violenta tromba d’aria seminò morte e distruzione: sei morti parecchi feriti e 50% delle case distrutte o danneggiate . raggiunto Bronyse affronta il premio di tre volte, l’impegnativa ascesa di Canneto Pavese, se entra nella frazione Palazzina di Castana, dove il notissimo direttore d’orchestra Pino Calvi, vogherese di nascita, di genitori castanesi, era rimasto solo, quando non era impegnato con la sua orchestra. Morì nel 1989 e fu sepolto nel cimitero di Castana al termine della storia che iniziò la prima, per il previsto giro, dall’anello del Vino (Cigognola, Broni, Stradella, Montù Beccaria, Montescano, Canneto Pavese, Castana, Zenevredo), percorso della XVIII “Tappa del Giro d’Italia 2021”, sempre organizzata dal Comitato Eventi Sportivi Oltrepò, per poi arrivare in Comune di Stradella cosa sarà “Sede di arrivo”.

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