La favola di Cascione, mister Viareggio Cup: «Verrò a casa mia e questa è una doppia gioia»

Il tecnico del Sassuolo racconta il segreto del successo: «Da calciatore non l’ho mai giocato, questo trofeo mi ripaga. Partito? Con la mia famiglia”

VIAREGGIO. Fai uno strappo Emanuele Cascione: non essere riuscito a disputare, da calciatore, il torneo di Viareggio, il figlio di tutti i giovani viareggini (e non solo) amano il pallone. An addolcito rimpianto dopo avere portato al successo il suo Sassuolo nell’edizione del torneo che si è conclusa mercoledì scorso. Fando meglio di papà Armando (terzo con il Napoli negli anni Ottanta) e fratello Davide mai andato oltre la prima fase. E il palco del trionfo era purtroppo non è stato quello dello stadio dei Pini chiuso da troppo tempo c’è tanti complimenti negli occhi del ragazzo che brilla quando, anche al momento della premiazione, ha salutato con orgoglio: «Io sono viareggino».

E vedo la carta d’identità che certifica che sono nato a Catanzaro ma solo perché mia madre Anna ha seguito mio padre che viveva in calabrese con il peraltro il piccolo Emmanuel è rimasto pochi mesi prima di essere porto a Viareggio dai nonni. La città ha iniziato a tirare le prime scarpe su una pedana con Ancora e Juventus Club e sarà il momento di libertà che si occuperà della professione, così come Eva (la conoscevano spiaggia di Viareggio) e allegra (undi anni ) e Tiago (sette), per trascorrere del tempo con la mamma, il fratello Davide e la nonna Liliana. Oltre agli amici più cari vieni Matteo Marucci e Filippo Frediani I am stati tra i primi a fargli arrivare congratulazioni per il successo.

Emmanuel finalmente può dire di avere partecipato al torneo e soprattutto di aver vinto. Cosa hai provato?

«Una grande gioia perché credo che per un viareggino ho vinto il torneo sia una cosa indimenticabile. Da giocatore anni fa avrei dovuto partecipare al torneo con la maglia del Viareggio ma poi la cosa era sfumata».

Cosa ti ha impedito di partecipare?

“In quel periodo ho passato molto tempo al West Ham quando ho lasciato il nulla osta per giocare il torneo in prestito con il Viareggio. Mail club inglese non me lo aveva concesso. Ci ero rimasto molto male perché avevo uso sfumare un sogno».

Non perdere l’occasione di farti strada, un attestato di appartenanza che è piaciuto a chi no conosceva.

«Sono nato a Catanzaro perché mio padre giocava nella squadra calabrese. Ma dopo qualche mese dalla nascita i miei nonni mi hanno portato a Viareggio. Da calciatore sono stato in giro per tutta Italia ma ho sempre tenuto i legami con la mia città. Suono viareggino e lo dico con orgoglio».

Anche ai suoi figli?

“Certo. Anzi li accendo perché quando andiamo a Viareggio li porto a vedere il tramonto sul mare. Uno spettacolo che non sono abituati a vedere sulle spiagge romagnole».

Cosa hanno detto dopo la vittoria?

“Quando sono arrivato a casa, ho fatto una grande festa. E se all’improvviso sono impossessati della coppa che ho ricevuto (il Trofeo Vatta ndr) e la medaglia che porta le camerette pappagallo».

In tutta sincerità, credi che la tua squadra potrebbe vincere il torneo?

«No. L’obiettivo era che avrei giocato un buon torneo magari arrivando a giocare nei quarti di finale».

E invece avete fatto saltare la banca. Cosa è evento?

«Col passare delle partite la squadra ha acquisito sicurezza ed il gruppo si è sempre più compattoto forse perché abbiamo passato più tempo assieme. E personalmente ho iniziato ad avere sensazioni positive».

Poi la finale vinta non senza sofferenza.

«Sappiamo che siamo al sicuro dalla sofferenza perché la squadra nigeriana è molto forte. Ma i ragazzi sono stati bravi a superare i momenti più delicati della partita e credo que si sono meritati di porre a casa il successo».

Da giocatore ha avuto tanti allenatori tra i quali Zeman. Nel suo lavoro di allenatore a chi si ispira?

“Non ho un modello particolare. Ho a mia idea di calcio che cerco di portare avanti adattandomi alle situzioni. Non sono un integralista, in tre anni ho cambiato la diversità dei moduli che so adattarsi a tutte le caratteristiche dei giocatori a disposizione».

Prima ha portato il Napoli alla promozione in Primavera 1 perché ha vinto il viareggio con il Sassuolo. Un tecnico Vincenzo. Cosa c’è nel suo futuro?

«Finora ho avuto la fortuna di avere lavorato in società importanti come Napoli e Sassuolo. Qui mi trovo bene e devo ringraziare tutti a partere da Francesco Palmieri responsabile del settore giovanile. Certo mi piacerebbe arrivare ad filla prima squadra. Ho già avuto già un’esperienza tre anni fa con il Cattolica in serie D raggiungendo la salvezza. Non ho fretta perché a mio avviso bisogna cercare di uscire passo dopo passo senza voler bruciare le tappe».

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