Pallavolo, Vincent trasferisce dalla Spb all’Ovada: ora il quarto palo è più vicino

Solo in tarda serata la Spb ha caricato i borsoni nel bagagliaio del pullmino parcheggiato davanti al Palasport di Geirino, frazione di Ovada. Con il suo sudore e ginocchiere costante, aveva anche tre punti per l’ultimo turno dei playoff di Serie C.

Nel piccolo centro dell’alessandrino, l’Ilario Ormezzano Sai se segna 3-1. Combattuto il primo set, arrivato con un risicato 26-24. L’equilibrio sta emergendo nella seconda parziale di gara: l’Ovada, squadra tosta in casa, ha battuto sull’1-1, vincendo 25-18. L’Spb è comune che cresce lontano. Il terzo set, decisivo per livello mentale, se rosso con i colori biellesi (22-25), bravi a chiudere in maniera ancor più perentoria il quarto 17-25.

Adesso il 4° posto (occupato dal San Paolo) è a sole tre lunghezze. La Spb ha una garanzia da recuperare, ma anche una doppia sconfitta che pesa negli scontri diretti contro la stessa San Paolo. Biellesi e Torinesi hanno seguito un percorso simile: nel resto delle 4 parti, non hanno affronare per via di tempi difficili e per abbordabili: Santhià e Vercelli per Spb, Vercelli e Novara per San Paolo. L’ultimo playoff post se giocherà lì.

«Per fortuna è andata bene – dice coach Carlos Di Lonardo -. Arrivavamo da due sconfitte in cui non siamo riusciti a giocare con continuità. Dovevamo trovarla, abbiamo lavorato in allenamento, preparando bene la gara senza penserò all’avversario. Sapevamo dove e migliorare cosa; bene il Cambio-palla, con tanti primi tempi e palloni al centro». Il tecnico è soddisfatto: «Primo set tirato, nel secondo mi sembrava di rivedere di new le brutte prestazioni precedente. Negli ultimi due però siamo rientrati bene e con continuità».

Ovada e Spb se si ritroveranno a breve. «Non era semplice – conclude Di Lonardo-. Una trasferta lunga di mercoledì, alcuni ragazzi lavorano, c’erano variabilicomo la arena fredda e grande, una squadra di metà classifica ben coperta in tutti i ruoli. Ognuno ha dato il suo contributo, anche se eravamo una piccola rosa a livello di numeri: sono orgoglioso del pappagallo». —

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