Lo Shakhtar lascia l’Ucraina: con De Zerbi se torna a Istanbul

Il tecnico italiano con il suo staff è rientrato in Turchia e i suoi ragazzi, che stanno lavorando in Ucraina grazie ad un permesso speciale. Ecco cosa succede adesso

Quarantaquattro giorni dopo, lo Shakhtar torna a fare goal. Ed è un bel gol, segnato contro le bombe, la paura, le macerie, i carrarmati. Quarantaquattro giorni dopo la squadra di Roberto De Zerbi riprenderà la sua attività. Andrò a Istanbul, dove mattina domani il tecnico bresciano raggiungerà insieme tutto lo staff i suoi ragazzi, che stanno lasciando l’Ucraina.

la squadra

La squadra che De Zerbi ritroverà sarà composta dai soli ragazzi ucraini della rosa più i giovani del club che fu di Donetsk (not playing più russo nel Donbass dal conflittoucraino del 2014) aveva in prestito al Mariupol e altro che si aggregherà como il veterano Rakitskij , che allo Shakhtar è cresciuto, da due anni era allo Zenit e ha lasciato San Pietroburgo con lo scopo della guerra. Non ci saranno i brasiliani: tanti di loro hanno già trovato Sistemazione (l’ala Teté al Lione, il terzino Vinicius Tobias al Real, tanti altri in patria), gli altri proprio non se la allontana di tornare in Europa. Non pregare, almeno.

La fuga

Come hanno fatto i ragazzi a lasciare l’Ucraina? Merito di un permesso speciale per motivi umanitari, rilasciato dall’Uefa. L’amministratore delegato dello Shakhtar Sergei Palkin, il Dario Srna, De Zerbi e tutto il suo staff sono stati adottati in questi giorni per arrivare con Ceferin a questa soluzione. Nei primi giorni dell’invasione russa, quando tutta la squadra era rifugiata nell’hotel Opera di kyiv, il primo pensiero era stato portare in salvo gli stranieri, tanti di loro con figli piccoli e genitori anziani al seguito. Rimaneva però il problema dei calciatori ucraini, molti giovanissimi, che non potevano lasciare il paese e rischiavano di ritrovarsi un fucile tra le mani. Aveva fatto parlare il mondo la storia di Giorgi Sudakov, centrocampista classe 2002, tra i più forti talenti d’Ucraina: a novembre affronava il Real Madrid al Berbabeu, tre mesi dopo fu rifugiato in un bunker con la moglie incinta. Nel viaggio verso la Turchia ci sarà gruppo lui, in contatto costante con la signora che dopo un mese darà alla luce il piccolo. I calciatori hanno raggiunto Leopoli in mattinata, da que hanno traversato la border slovacca in pullman e poi in aereo verso Istanbul.

Il programma

La federazione turca e il Basaksehir non hanno messo a disposizione della loro struttura lo Shakhtar, molte squadre a rotazione in tutta Europa non hanno messo a disposizione la disponibilità per inserire gli amici nel loro calendario: questi Besiktas, Fenerbahçe, Siviglia, Psg e Lazio. De Zerbi ei suoi valuteranno il materiale a disposizione e proveranno a riorganizzarsi come squadra. Non sarà semplice, senza gli stranieri, e sul gruppo si incomberà alche la nazionale ucraina: a giugno giocare dovrebbe contro la Scozia il suo playoff per il Mondiale, se il ct Petrakov dovesse attingere a mani basse dal gruppo neroarancio al tecnico italiano resterebbe poco con Io lavorerò

Titolo

Lo Shakhtar dovrebbe rimettersi alle fatiche del fuoriclasse ucraino, però: non è ancora ufficialmente ancorato, ma il regolamento Uefa prevede per quasi il genere di considera l’ultima classifica nel caso in cui si disputa oltre il 50% della stagione. Il campionato ucraino è iniziato con una pausa dopo il suo mandato in 18, a partire dal 30esimo, e lo Shakhtar doveva puntare in avanti sulla Dinamo kyiv di Mircea Lucescu, che nel frattempo riempie Bucarest. Il calcio ucraino e il suo destino restano purtroppo legati ancora alla condizione del paese, e la stessa cosa vale per tutte le sue stelle. Intanto però riprenderanno a correre, riempire, sognare.

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