Riparte il Circo della Formula 1, affari e spettacolo sono volati ad oltre 2 milardi

La Formula 1 si estende dal Bahrain, dal circuito costruito a Sakhir, periferia di Manama, per una stazione che pubblicizza l’elettricità. E che avrà l’Italia da protagonista. Non solo perché, as i tifosi della Ferrari si augurano, the monoposto di Maranello nella nuova era delle auto effetto suolo puntano a rovesciare le gerarchie delle ultime annate, ma soprattutto perché tra Imola (24 aprile) e Monza (11 settembre) , il Belpaese sarà l’unico ad ospitare il primo premio.

Due Gran Premi in Italia con il ritorno del pubblico

Un doppio punto, in un calendario che si concluderà nel 2025, dopo gli “esperimenti” delle corse in Emilia Romagna nel biennio della pandemia, che peraltro potrà di novo racconterà la sua presenza pubblica. Il Gran Premio dell’Emilia Romagna e del Made in Italy potrà così sviluppare al meglio tutte le potenzialità del Circuito Enzo e Dino Ferrari e sinergia con il territorio, mentre Monza avrà l’occasione di celebrare al meglio la corsa del Centenario, dopo due edizioni difficili. Il GP d’Italia 2021 è ancora infatti con un passivo di 15 milioni di euro, con una vendita molto tardiva dei big ticket a causa dell’incertezza dell’emergenza sanitaria e con l’obiettivo del 50% di consenso pubblico. D’altra parte, l’Azione nel 2021, a differenza del 2020, ha più di 20 milioni di dollari previsti dal contratto, più da sostenere e più costosi da controllare. Problemi che il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi DamianiExpecta ovviamente di essere messo alle spalle.

Il fatturato post-pandemia è cresciuto del 90%

Guardando al futuro il numero uno del motorsport italiano ha rivendicato l’importanza del doppio Gran Premio d’Italia. Un traguardo inedito, in effetti. Principalmente nella storia della F1 si è convenuto che un’unica federazione fosse chiamata organizzata due sonda. Un motivo di orgoglio anche per l’AD del Gruppo Formula Uno, Stefano Domenicalitutte le guide di un negozio che nel 2021 si è registrato per entrare direttamente (vale la pena dire diretta tv e sponsor centrale, oltre a contribuire versato dal comitato organizzatore che invece possono dire la sua biglietteria e sponsor locale) per 2,14 milioni di dollari, con un aumento post-pandemia di quasi il 90 per cento (nel 2020 il fatturato di libertà mediatica il promotore del Circo era crollato a 1,1 milardi). Se perdessi circa 440 milioni di dollari nel 2020, realizzerei un utile operativo di 40 milioni di dollari. Sono cresciuti, in particolare, i contratti di sponsorizzazione ei ricavi da abonamento per la piattaforma F1 tv over-the-top (Ott).

Calendario extralarge, ma il GP a Sochi è annullato

La tappa 2022, con altre nove vetture e nuove modifiche normative, prevede un calendario extra large composto da 23 stazioni. Uno, il Gran Premio di Russia a Sochi, è dovuto all’annullamento dell’invasione dell’Ucraina (il Circo ha interrotto anche il dialogo con il promoter russo che intende sponsorizzare l’evento 2023 di San Pietroburgo). L’azienda Haas, di proprietà dell’azienda californiana Haas Automation, che corre con il colore della bandiera russa e il logo di Uralkali, l’azienda produttrice e sportiva di potassio, suo main sponsor, ha deciso invece di rescindere il contratto e concedere in licenza il pilota di Nikita Mazepin, figlio di Dmitry, presidente dell’Uralkali.

La spinta dell’intrattenimento: la serie di documentari Netflix

I recenti successi di Formula 1 sono stati senza dubbio favoriti dalla crescente rivalità tra la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Lewis Hamilton che hanno battagliato bene all’ultima curva per contendersi il titolo 2021. Ma anche dall’aver imboccato con più deciso che mai la strada dell’intrattenimento. Come lo stesso Domenicali ha potuto, infatti, un ruolo centrale nell’avvicinare un giovane pubblico, in particolare nel mercato americano, è stato trasformato in “Drive to Survive”, la docu-serie Netflix, ormai alla quarta stagione, che racconta il dietro le quinte del circo Criticada dai fan più ortodossi e ache da alcuni piloti, la serie Netflix, accentuando gli aspetti più drammatici e controversi delle corse, ha ottenuto il merito di rinnovare l’immagine della Formula 1.

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