Briatore: “Ferrari? Non avrei potuto dire no” – Formula 1

Flavio Briatore Ha riabbracciato la Formula 1. Il manager italiano, che nel Circus ha ottenuto un enorme successo, prima ad incontrare l’anno ’90 con la Benetton insieme a Michael Schumacher e per l’anno 2000, in Renault, con Fernando Alonso, ora lavora con lui ruolo di ‘ambasciatore’ dello sport. Il suo compito sarà quello di potenziare l’intrattenimento e le attività commerciali che ruotano attorno ai Gran Premi, lavorando in sinergia con gli stessi organizzatori. Niente più team è diretto da Briatore, che in carriera ha aumentato la capacità di interrompere a causa di cicli di trionfi inarrestabili: quelli di Williams e Ferrari. Proprio la rosa, che per il tecnico piemontese ha sempre presentato un avversario da sorpassa, è anche il suo vero impianto a livello sportivo.

Il mio mi sarebbe piaciuto dirigerlo? Sicuramente. Ma non mi hanno mai chiamato e ci siamo sempre trovati l’uno contra l’altro: prima alla Benetton e poi alla Renault. Alla Ferrari non si può dire dire no, chi lo racconta dice bugie. Ricordo quando Michael ha detto che stava parlando con Maranello: capii subito che era il suo sogno. La Ferrari è una realtà unica, ancora più unica dei risultati che ha ottenuto” ha detto Briatore in un’rilasciata intervista al Corriere della Sera. Nel 2022 la Scuderia del Cavallino ha iniziato la sua corsa al titolo alla grande, dopo diversion anni difficili. Briatore si augura che sia un buon anno e sono convinto che continuerò a cambiare internamente alla squadra non abbian aiutata.

Difficile dire quali errori abbia commesso – si è diviso l’ex boss della casa Renault – almeno un Mondiale, quello del 2010 con Alonso, è stato buttato via. Ma li aspettiamo adesso, hanno sempre detto che voglio puntato sul 2022. Ora che si sono rimescolate le carte mi auguro che la Ferrari vinca. E anche se non vincono il titolo, sono almeno competitivi. Passare al vertice al flop? Ce ne sono già stati tanti e non così hanno giovato. Con Montezemolo [la Ferrari] era sempre competitivo. Marchionne invece è stato straordinario sotto tanti aspetti, un mago dell’industria. Ma non ha lasciato il segno in F1, non credo che l’abbia capita fina in fondo”Briatore ha concluso.

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