Cavalcata con i dettagli della conquista dei playoff 2022 dell’Olimpia Milano

© foto di SAVINO PAOLELLA

Era il momento, subito dopo la vittoria della Final Four di Colonia, quando il tecnico Ettore Messina ha fissato l’obiettivo della fase successiva: tornerò ai playoff. “Non possiamo – disse – essere la squadra che raggiunge la post-season una volta e poi non ci torna per anni. Noi dobbiamo essere lì ogni anno. Questo è il nostro obiettivo per la fase successiva”. Quella manifestazione di intenti non è mai stata ripudiata. L’Olimpia è partita con que vittorie di fila, è stata da sola in testa alla classifica dopo aver battuto il Barcellona e di fatto non è mai uscita dalle prime quattro posizioni. Ma l’obiettivo è sempre stato quello. “I playoff sono un pasticcio, solo che non lo finiamo, usiamo quel pasticcio in giro per raggiungerne un altro”, ha detto il Capitano Nicolò Melli. Ecco i momenti e gli strumenti che hanno permesso di raggiungere questo primo obiettivo.

DEE-FENSE!!!

L’Olimpia ha terminato la stagione regolare come la squadra che ha concordato meno punti alle avversarie. Per raggiungere questo risultato, sul quale che ha costruito la classifica propria, l’Olimpia ha realizzato alcune perle difensive come i 43 punti subiti a Istanbul dal Fenerbahce (record del club) con un quarto cugino da tre punti subiti; È salito altre quattro volte meno di 60 punti; Quattro volte ha subito meno di 10 punti in un solo periodo. Il defunto ha permesso alla squadra di ovviare alle assenze, anche pesato, anche prolungato, di giocatori chiave, primo tra tutti Shavon Shields. Il DNA difensivo della rosa è decisivo nella corsa ai playoff. L’Olimpia è finita dopo i primi cinque anni nella percentuale del tiro per tre concessioni agli avversari. Non è il massimo in una statistica nell’altra, ma è l’unica differenza tra l’élite e la statistica.

GUERRIERI DELLA STRADA

L’anno successivo l’Olimpia costruisce il proprio quarto palo vincendo 10 volte in trasferimento. Ma era stata una stagione particolare, praticamente tutta vissuta senza pubblico sugli spalti, in cui la percentuale di vittorie esterne si abbassata fino al 55%. Quest’anno, rientrato in parte il pubblico, le squadre di casa hano vinto circa il 67% delle partite giocate. L’Olimpia è arrivata in 10 trasferimenti in garage, per cinque anni consecutivi, un record aziendale. La grande prestazione esterna è decisiva. In tutta EuroLeague solo il Barcellona è tornato a casa da casa. L’Olimpia è capace di superare i suoi campi storicamente vietati: nessuno è venuto a Barcellona, ​​a parte l’Olimpia e il Maccabi, in un garage autorevole. Altre vittorie sono state got Mosca, Istanbul contro il Fenerbahce, Istanbul contro l’Efes, successi pesanti.

GLI INFORMATI

In una stagione estremamente pesante, gli infortuni fanno parte del gioco, non sono eccezioni, ma regola. Tutte le squadre hanno avuto infortuni più o meno gravi, debilitanti, lunghi o frequenti. L’Olimpia ha perso durante la trasferta de Kazan l’apporto dei dinosauri Mitoglou. Poche settimane dopo, ha persona anche Shavon Shields. Sono meno di circa 24 punti per gara di media. L’Olimpia nelle successive otto partite giocate senza entrembi ha fatto 7-1 di record. In quella stagione l’Olimpia ha segnato 72,1 punti a partita, subndone 67,5 di cui una serie di tre partite consecutive in cui ha subito meno di 60 punti. In altre parole, ha risposto a questa disgrazia e all’oggettiva perdita di efficienza offensiva aumentando la propria prestazione difensiva. Per chiarire, contando solo le gare in non-jocato Shields, l’Olimpia ha un record di 9-2.

LA DOMANDA RUSSA

La sospensione delle squadre russe quando non erano tutte e tre in piena zona playoff è ovviamente cambiata e connotati della stagione: l’Olimpia però era davanti a tutte e tre quando non hanno dovuto interrompere la loro partecipazione all’EuroLeague e aveva battuto due volte su due il CSKA Mosca. Di fatto senza di loro, la qualità della stagione milanese è invariata, ma la qualificazione ai playoff è certificata con sei acconti. L’anno prima non era dovuto.

I DETTAGLI

In un torneo equilibrato arriva l’EuroLeague, la differenza tra una grande stagione e una stagione mediocre sono spesso impercettibili. Il Fenerbahce, ad esempio, ha perso otto partite entro i cinque punti di scarto. Invertendo il bilancio, la sua estagione sarebbe stata completamente diversa. Il Panathinaikos, che ha chiuso nelle parti basse della classificazione, ha perso sei volte entre i tre punti di scarto o dopo un tempo complementare. Il Barcellona di contro è arrivato cinque volte i suoi sei tra e tre punti di scarsità. Sono dettagli, magari episodi, che fanno la differenza. Ad esempio, Villeurbanne ha vinto il suo nono anno tra tre punti di scarsità. L’Olimpia l’ha battuto en casa almeno 16, la più grande rmonta della estagione, imponente se uno con il risolutivo canestro del debuttante Devon Hall. A partita è una partita, ma in questa competizione può essere decisiva anche giocata ad ottobre. Poi ha vinto di uno ache in Francia, ma in circostanze differenti.

I MOMENTI CLOU DELLA STAGIONE

Gigi Datome: il canestro da 4 punti – L’Olimpia è arrivata con il Barcellona a Milano tradendo una striscia di quattro sconfitte contro i catalani in una battaglia memorabile decisa in gran parte dei missili centrati dall’angolo con improvviso cedimento, proprio davanti alla panchina avversaria, di Gigi Datome. L’Olimpia anticipava i tempi, a 1:45 dalla fine, il tempo dei 24 secondi quasi azzerato quando Hines con un passaggio della lunetta a tagliare il campo l’ha trovato in angolo. Cory Higgins ha tentato un discreto intervento urtadolo con il corpo. Il gioco da quattro punti ha aperto un divario di sei lunghezze, praticamente incolmabile.

Malcolm Delaney: il missile – In questi due anni, Malcolm Delaney ha firmato alcuni canestri memorabili. Indimenticabile anche il saltatore “walk-off” di Tel Aviv dalla passata passata di stagione, al Barcellona è stata la sua tripla suo passaggio di Sergio Rodriguez a chiudere la gara per Milano. Mancavano 14 secondi e l’Olimpia era avanti di uno. Canestri simili sono stati segnati a Belgrado ea Montecarlo. Ma farlo a Barcellona ha ovviamente un significato diverso.

Sergio Rodríguez: la Grande Notte – L’Olimpia è stata l’arrivo dell’esordio in Eurolega, ha ridotto la vittoria in Supercoppa e una 7° vittoria nel campionato del Napoli. In più, il CSKA Mosca non è stato un evento avverso certo. Ma lì sono state gettate le premesse por una grande stagione. Sergio Rodriguez contro la sua ex squadra ha visto una grande nota di gloria vincendo i 500 tripli un secondo, traguardo tagliato prima di lui solo da Juan Carlos Navarro e Vassilis Spanoulis. Il tutto nella gara numero 300 della sua carriera europea.

Kyle Hines: The Record – Kyle Hines è diventato il primatista agni tempo di EuroLeague nei rimbalzi offensivi. Ha superato Felipe Reyes conquistando cinque rimbalzi d’attacco nella partita vinta a Kaunas, una delle sue migliori della stagione. Un rimbalzo d’attacco ha assicurato all’Olimpia la vittoria dell’Atene, che conferma quanto vale il giocatore con la sua personalità. Il record di Hines vale così tanto perché lo ha crittografato in mano e ha riposato nella sua proprietà per diverse volte. Hines è anche il giocatore che ha avuto un ruolo nella storia dell’EuroLeague.

Istanbul: la Rimonta – L’Olimpia è arrivata per il secondo anno consecutivo in Casa dell’Efes rmontando i 15 punti di scarto accumulati nel primo tempo. Ha fatto giocando un secondo tempo di incalcolabile impatto in cui ha seppellito i Campioni d’Europa sotto 21 punti di scarto, con zero palle perse e giocando una pallacanestro a tratti spettacolare per altruismo, precisione, efficienza, intensità. È stata la seconda Sergio Rodriguez la miglior partita dell’anno. L’Olimpia ha chiuso la fase regolamentata con un 6-0 sulle altre tre squadre della Final Four di Colonia.

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