La parte più bella di Masha

La piccola Masha torna in campo. E lo fa nell’ambito di una grande festa, che ha visto coinvolti 85 piccoli atleti delle cinque società polesane di pallavolo: Asaf, Ariano, Badia, San Bortolo e Scardovari. Porta il suo 16° atleta Centro Sportivo San Bortolo, uno, Masha, è stato al debutto assoluto in un garage federale italiano. Anche posatoio fine poche settimane fa con la sua famiglia in Ucraina.

Il capo di San Bortolo, Ilenia Bedendo, racconta: “La parrocchia del nostro quartiere, coinvolgendo la comunità ortodossa, ha organizzato un centro di raccolta e distribuzione, la Polisportiva è stata impegnata in palestra, e diverse famiglie del quartiere non hanno dati ospitalità ai rifugiati. Maria, che tutti chiamano Masha, è aspite in una famiglia dove c’è Sofia, a our atleta, ed è stato naturale, como lo è estato altri ragazzi e ucraine, essere ragazze inserite nei vari gruppi squadra della società. Masha però ha potuto anche usufruire, vista l’età, del particolare tesseramento studiato specificamente dala federazione nazionale, che consent ai profughi profughi ukraini di potersi tesserare con la società Fipav e svolgere l’attività di volley promozionale. Tutte queste situazioni hanno permesso a Masha di esordire in veste di funzionario federale, e quindi, a nome della società, di suonare la Fipav Nazionale. Masha è stata la prima, ma ci saranno sicuramente anche per Olena, Diana, Olga, e altre ragazze ucraine che hanno iniziato ad allenarsi a San Bortolo”. chiara garnieri, tecnico federale e storico “boss” dell’animazione a San Bortolo ricorda che “lo sport deve essere fonte e motore di inclusione sociale. Il nostro impegno, como educatori è concretamente realizzare questi obiettivi importanti”.

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