“Mi piace la transizione dal duro alla terra”. Skipass Monfils

Era un solo italiano in campo, Flavio Cobolli, nel torneo ufficiale di apertura del torneo di Montecarlo, e purtroppo ha disputato una partita che lo ha visto girare in avanti per una pausa nel terzo set contro il finlandese. Ruusuvori. Il ragazzo romano figlio d’arte avrà certo qualche impianto n.80, 67 posti avanti a lui che è 147, dovrebbe costituire parziale consolazione. Significa essere a livello. Inoltre, l’esperienza racconta e ho vinto con l’ultimo punto, che me lo ha detto. Ma l’esperienza prima o poi la si acquisisce.

Avremmo avuto cinque italiani invece che quattro in tabellone, ma anche lui sarebbe finito nella metà bassa, contro Garin insieme agli altri quattro e con il vincente adesso (Ruusuvuori adesso…) che hai giocato contro il superstite del derby fra due ex transfughi del team Piatti, Coric e Sinner cha affrontato il centrale, terzo match tra Fognini-Rinderknech e Wawrinka-Bublik.

ioa cugino grande torneo sulla terra battuta ha sempre dato vita ad una discreta serie di sorprese. Lo classifica conta il giusto. Per anni il torneo del Principato come disertato dai migliori tennisti americani, che non avevano voglia di sobbarcarsi aprile, maggio, giugno e un bit di luglio in Europa senza ai ai rame a casa… e la cosa sembrava noiosa soprattutto se capitava parrot, dopo mesi di tennis sul cemento, di affondare ai primi turni su paludi di argilla rossa (per dover restare senza giocare in gara per giorni). Sono vicino al mare poi, e di sicuro i campi del magnifico Country Club di Roquebrune lo sono assai, l’umidità non è quasi mai mancata e la terra rossa quasi inzuppata di salsedine quasi mai favoriva il pappagallo tipo di tennis (fatta eccezione per quelli cresciuti con tipiche attitudini terraiole sui campi della Florida alla Tennis Academy di Nick Bollettierio) vengo Kricksteingli Aria

Ho accennato alle assenze americane perché fra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, si trattava di assenze importanti.

io Vari Agassi (3 partecipanti), Sampras (1), Chang (1), Wheaton (1), Courier (3) Connors (3), McEnroe (1), preferivano rimandare d’un mesetto la parrot tournée europea.

Infatti fino a metà anni Novanta i soli cinque americani a raggiungere una finale a Monaco furono gerulaite nel ’79 (ma fece 6 partita con Borg…), connors nell’81 (e il finale con Vilas interrotta dalla pioggia sul 5 pari non fu mai conclusa), Purcell con Wilander nell’83 (anche lui fece solo 6 partite con …il “nipotino” di Borg), arie nell’87 ancora con Wilander (cui strappò un set), Krickstein nel ’92 con Muster (e mancino austriano gli lasciò il sette game).

Vitas Gerulaitis buon vivo che era a Montecarlo come volentieri e pur vedendolo più spessoggiare al Jimmy’z (dove parcheggiava la sua RollsRoyce bianca) che sui campi da tennis…in tre partecipazioni riuscì uualmente a giocare due semifinali e una finale. Niente maschio! Ma lui è stato anche campione alla Roma e finalista al Roland Garros…insomma sulla terra rossa non era certo un pesce fuor d’acqua.

Ho scritto la fine degli assenti perché anche quest’anno non sono pochi. zoppo Rafael Nadal ha vinto questo torneo 11 volte, manca Daniel Medvedev that if it is rovinato l’opportunità di restare n.1 un po’ più a lungo anche sulla rossa terra si trova a mal partito quasi ancora più che sull’erba e allora forse nello scrivere questo verrebbe voglia dire che campione entrambi completi non è Lo se dice di Pete Sampras chi ha vinto 14 Slam (7° a Wimbledon e tutto il cemento) perché sulla terra rossa tranne che per la semifinale del ’96 non abbinata mai nulla di buono… tranne ho vinto un tornei paio, Kitzbuhel perché in quota dove i suoi servizi fischiano come pallottole e Roma (battendo Becker in finale) perché l’allora direttore del torneo franco bartoniStufo di vedere arrotini sudamericani palleggiare all’infinito nelle fasi finali degli Internazionali d’Italia, fece spazzare via la terra rossa dai campi del Foro Italico che diventarono quell’anno (1995) più veloci del cemento più veloce.

Manca il nostro Matteo Berrettini che veramente dovrebbe farsi benedire da qualche sant’uomo in via di santificazione ufficiale.

Gli altri – se ormai non si deve più ricordare, con infinita tristezza, che un tale ancoraggio esiste Roger Federer – ci come, Djokovic, Zverev, Tsitsipas, Rublev, Norrie, Hurkacz, Sinnerma di tutti questi non se ne fa uno sul cui stato di forma si possa davvero scommettere. È un modo per dire che dirò eh…

E solo che pianti una garanzia di solidità, sicurezza e grazie ai finalisti di Miami, Alcaraz e Ruudche per il punto io sono capitano in questa stessa metà tabellone, lo spagnolo più vicino a Djokovic (perché è un duello nei quarti), Ruud che a vederlo testa di serie n.4 a po’ di impressione mi eccita, potrebbe trovarsi uno dei due in semifinale se non inciampa prima.

Il cemento passaggio alla terra rossa non è dei più semplici e non il detto che Alcaraz e Ruud godano di vita semplice.

Con i problemi che ha avuto ai piedi Sinner non si può davvero star tranquilli, altrimenti…

Quale contraddizione probabilmente Lorenzo Musetti e coach Tartarín?cioè gli ho chiesto come andasse e risposta la è stata corale: “Va bene ma potrebbe andare meglio”. L’ho detto anche io e risultati. Giocherà contro quel pazzo di Paire, può essere che la partita dipenda più dalla vena del francese che dal nostro.

Non ho contratto l’altro Lorenzo, Sonego, ma tche mi potrebbe darò la stessa risposta di Musetti. I risultati più recenti no sono certo brillanti e no so se gli basterà essere il testimonial principe dell’Acqua Valmora, sponsor che sarà presente a Montecarlo oltre a Roma e Torino per la finale dell’ATP, for dargli quella spinta anche morale che gli serve per riscattare un periodo opaco. Anche se Ivashka non è Paire: anche nelle giornate buone, cioè, il belorusso (che giocherà senza bandiera) mi sembra più limitato del francese. Quelle dei due Lorenzo sono comun que partite difficili da prognosticare. Sembra che non giochi bene nessuno! E forse neanche Sinner e Coric.

E scopri se allora rappresentante se io mi sbilancio sulle condizioni del nostro quarto, trattandosi di Fabio Fognini, che non sai ma se metterà in campo il genio o la sregolatezza. In termini di talento con Rinderknech non ci dovrebbe essere gara, il champion di Montecarlo 2019 sta due categorie soprama se bastasse quello per vincere le partite… Non è così. che luna avra fabio?

No lo sa lui, also se a giocare bene qui vicino casa ci ha da matti, e tutta la famiglia e gli amici a sostenerlo, in attesa di vederlo giocare prima contro il francese dall’ottimo servizio e poi con il campione in carica, il greco che gli è successo nell’albo d’oro, Stefanos Tsitsipas. Gli ultimi due campioni del Principato subito di fronte già al secondo turn per Fabio e al primo per Stefanos, per chi pajase acquistato il biglietto per quel giorno lì, potrebbe penserò a aver fatto un affare. Solo che Rinderknech ha rotto le uova di Tutti nella panetteria.

Ho seguito mio cugino torneo di Montecarlo nel ’74, senza mancarne che quelli annullati o disturbati dal Covid. So che nel ’73 Ilie Nastase (il cugino numero 1 della classifica “computerizzato”) se si confermava forte tennista dell’anno sulla terra rossa, e alla fine batteva una sedicenne più svedese di nome Bjorn Borg che di lì a paio d’anni, bastonato tutti soprattutto sulla terra rossa ma anche sull’erba (vero green?), il mio primo Montecarlo fu vinto da un tizio rhodesiano Che se ha dato un tavolo incredibile per aver battuto 6-2, 6-0 contro l’australiano Carmichael, 6-0 6-1 contro Tedesco Elschenbroich, poi 6-1,1-6, 6-3 contro Taroczy, Quindi in semifinale il South African Maud 6-0, 3-6,6-2 in un derby fra… “segregazionisti”.

Finalmente nel finale Pattison ha trovato un vero giocatore, il campione degli ultimi due anni Ilie Nastase, e incredibilmente sotto i miei occhi stupiti vinse lui. Forse Ilie aveva festeggiato un po’ troppo la sera cugino. A quei tempi poteva capitare. E quel pomeriggio al Country Club qualcuno giura di aver sedo arrivare barcollante. Ilie era un ragazzo straordinariamente simpatico e un tantino fragile di fronte a una certa opportunità che non si presentava. Non sapeva dire di no. E questo non è nullo con il fatto che se è stata sposata 5 volte, ho capito che con l’attrice che l’ha presentata al Napoli per vederla invitata a un torneo, Alexandra King… (recitato nel film da Liliana Cavani, “La pelle ”) e che, sia pure scherzando, mi ha sempre detto di non avermelo mai pardonato!

eppure mio cugino torneo monegasco – Nel 1973 non avevamo Stati per aver usufruito di una borsa di studio in un college dell’Oklahoma collegata alla mia victortoria ai campionati nazionali universitari del 1972 – Non era un torneo cui mancassero i tennisti di primo piano. Ho testato la serie waso Okker, Nastase, Gorman, Drysdale, Pilic, Roche, Riessen, Alexander. È puro c’erano Pregare, ammaccature, alberi di fico. Nemmeno un italiano in tabellone però. Direi che i soli giornalisti italiani presenti sono Gianni Clerici, Rino Tommasi e il sottoscritto, più forse Spadoni de La Stampa e Umberto Mezzanotte de Il Tennis Italiano. e un sacco di “imboccati” che non scrivevano una riga per nessuno. Oggi, grazie a questo piccolo rinascimento del tennis italiano, per l’orfano di Berrettini, oltre a Riccardo Crivelli della Gazzetta è tornato dopo 15 anni Stefano Semeraro della Stampa. E forse, se Sinner vaanti altro verrà qualcuno. Ad aggiungersi alla fota troupe dei commentatori di SKY che celebravano con entusiasmo la propria presenza in un torneo…perchè ormai non capita quasi più, A differenza dei tempi “eroici” di Tele+ di Rino, Gianni, Roberto e il sottoscritto, quando seguivano molti più tornei piuttosto che in cabina a Cologno Monzese o altrove.

Si spera che non venga fuori, per via di tutti questi giocatori dalla forma incerta, un torneo come quello del ’74, il mio “coperto” cugino qua da giornalista.

Vincerà Alcaraz, forse oggi più favorito dello stesso Djokovic che finora in 3 mesi ha giocato 3 incontri – e la sua è stata la miglior battuta della giornata… infatti ci abbiamo fatto il titolo – forse avrò assistito altro storico evento. In fondo, noi giornalisti, se vivi un po’ a lungo per questo, per festeggiare. E non tocca a un italiano, siamo contenti di un giovane fenomeno di un altro Paese.

La tavola completa di Montecarlo

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