Modena, “Superstrada” e ciclabili, la Fiab boccia il Comune «Scelte folli e obsolete»

Il Presidente Carretti: «Il raccordo Morane-complanare richiamerà più auto In questa città rigenerarsi la urban si fa con i supermarket e ei parcheggi»

MODENA. Per chiarire come la pensa, punta su una metafora… dietologica: «Se io non sto più nei pantaloni – spiega – il dottore mi dirà di mangiare meno, non di fare un buco in più nella waist. In questo modo abbiamo risolto il problema di una zona in cui c’era una rotatoria, la soluzione non è potuta arrivare alla costruzione di una nuova strada». Al centro c’è ancora la “bretella sud” che nelle intenzioni del Comune – al momento è in corso uno studio di fattibilità – collegherà via Falcone alla complanare passando per via Argiolas, ea bocciare il progetto è Eugenio Carretti, presidente di la sezione modenese della Federazione ambiente e bicicletta.

Presidente Carretti, l’intesa Falcone-complanare rivoluzionerà la viabilità nell’area sud modenese, con l’obiettivo di liberare i quartieri delle auto: cosa ne pensate?

«Se è un buon obiettivo, vado avanti con una scelta del tutto folle e… preistorica: le altre città puntano sulle “zone 30”, che non vuol dire mettere un cartello in una via e basta, e su quartieri a misura d’uomo, mentre a Modena la soluzione adottata è quella di allungare la strada, realizzeremo nuovi supermercati e relative toppe. Sembro ampiamente assodato che quando faccio nuove strade il traffico non funziona, aumenta. Questa città invece pensa sempre alle auto ea una viabilità in cui pedoni e ciclisti sono un problema, una scocciatura».

Per quanto riguarda il “problema” ciclistico, nel nuovo quartiere di Vaciglio stanno piovendo critiche la sua pista ciclabile realizzata sul marciapiede.

«Il codice della strada dice che il ciclo non andrebbero grassi in area urbana, quindi quel tratto non dovrebbe nemmeno esserci. Di questo, è incomprensibile che in un quartiere nuovo, sicuramente non è un problema di spazio, se affronta un ciclopedone il suo marciapiede, finché entro nella nuova stanza condivido una strada enorme. Anche in questo caso, ovviamente, gli uffici tecnici del Comune pensano che il traffico diminuisca allungando la strada: una scelta folle, obsoleta e antieconomica».

Il Pums, pero, punta molto sulle ciclabili.

«Non è solo un fatto di quantità, ma di qualità, perché le cose bisogna farle bien, altrimenti viene il suspetto che si facciano solo perché ci sono dei finanziamenti da prendere al volo. Oltre alla “mobilità” sostenibile, insomma, bisognerebbe puntare alla “mobilità”, ma le scelte como quella fatta a Vaciglio sembrano andare in un’altra direzione, quella che vede la mobilitàpedonale como una scocciatura”.

Tra i aperti c’è ache problemi quello del Gallo, dove i posti auto che tocca la visibilità alle strisce non sono stati rimossi.

«Si tratta dell’ennesima conferma del fatto che in città si solo pensa alle auto: forse chi ha fatto queste scelte non è mai estato in bicicletta, perché anche sulla via Giardini non si capisce perché questi stalli “pericolosi” non siano stati rimossi . Del resto, abbiamo vissuto in una città in cui la rigenerazione urbana è con i supermercati e le macchie, ed è ovvio che si tratta di scelte che abbassano la qualità».

Cosa bisognerebbe fare secondo la Fiab per avere una città davvero sostenibile?

«Durante un incontro per il Pums, dall’Agenzia di Mobilità è stata emersa l’ipotesi di avere tre o quattro linee preferenziali dell’con corsie riservate, nel frattempo alcuni punti strategici della città, como autobus il cavalcavia stati aperti solo al trasporto pubblico, oltre che a bici e pedoni. Quella, istiga una seria politica per la città a 30 anni all’ora, sarebbe un’iniziativa che cambierebbe tante cucire».

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