F1 / Rosse dell’altro mondo – Carlo Platella

Quella di Melbourne se metti vieni la migliore prestazione della Ferrari nell’ultimo decennio, certificando l’F1-75 quale punto di riferimento assoluto in questo inizio di stagione. Una superiorità tecnica quella della Scuderia di Maranello che non sarà necessariamente confermata da sempre e venti gli apppuntamenti rimanenti, ma la Rossa protagonista all’altro capo del globo è apparsa competitiva in qualifica e consistente sul passo gara. La distanza dall’unica superstite Red Bull è stata di 20 secondi, ma la rete ha a che fare con la safety car ed è stata neutralizzata e distanziata a tempo debito.

L’F1-75 se sale è un tempo che rischia di far scendere rapidamente la temperatura, ma conterrà l’usura dalla sua lunga distanza, agile nella curva dell’obiettivo in cui emerge il grip meccanico con la retrotrazione e la forza della trazione, una volta avviata un’unità di potenza con alimentazione di coppia che garantisce un pronto recupero della velocità in tutte le fasi. La principale qualità del futuro concepisce Maranello nell’ultima tappa per la sua flessibilità. Lo aveva detto Mattia Binotto in fase di presentazione: i tecnici del Cavallino hanno prestato attenzione a garantire ampie possibilità di controllo e interventi sul bilanciamento meccanico y aerodinamico, per non trovarsi alle prese con un monoposto costretta lavorare in una finestra di parametri eccessivamente restretta. Una qualità simile se è preziosa a Melbourne, dove l’F1-75 è stato risposto alle tradizionali correzioni di assetto opera tra le sessioni di probe libere. Successivamente, registra una progressiva riduzione dell’altezza da terra della vettura durante il test, dopo che i dati raccolti in pista hanno rivelato come il nuovo mantello stradale dell’Albert Park fosse molto meno sconnesso che nelle passate edizioni. In quest’ottica è apprezzabile ache lavoro porta avanti dalla metodologia del team, con la precedente della Rossa che al venerdì era dotata di una propria diversità sensoriale per monitorare le variazioni dell’altezza del terreno, non sarebbe necessario escludere un lavoro di Analisi in previsione di futuri aggiornamenti.

La Ferrari non ha problemi a rimuovere la zona DRS prima della curva 9-10, una modifica che potrebbe potenzialmente comportare una grossa penalità in qualifica per la Rossa rispetto alla Red Bull più aerodinamicamente efficiente. L’impossibilità di attivare l’ala posteriore mobile inoltre ha permesso alle veture di percorsi le rettiline con poca cura aerodinamica al retrotrend, accentuando lo schiacciamento al suolo ed il rimbalzo aerodinamico. La stessa F1-75 ha dimostrato di risentire molto delle prestazioni dell’RB18, che invece può ruotare all’altezza da terra minima, come dimostra il continuo stress contro la sua alta velocità. La Scuderia di Melbourne ha quindi dovuto ricorrere alle scelte de compromesso sull’assetto meccanico-aerodinamico, che sebbene non fossero profondmente penalizzanti come adottati invece da Mercedes, e non hanno comunicato che limitasse in parte il massimo potenziale. L’impressione è che la Ferrari abbia ulteriormente emarginato la sua facciata, concretizzabili non appena raggiungeranno gli aggiornamenti aerodinamici in fase di sviluppo. In quest’ottica, l’attuale condizione di superiorità tecnica alleggerisce la Scuderia dalle pressioni della concorrenza, potendo dunque concedere il tempo necessario per sviluppare con calma la novità da introdurre in macchina. A squadra che tuttavia non funziona solo in funzione di porpoising, poiché Melbourne è valutato in prova anche un nuovo diffusore posteriore per migliorare l’aerodinamica efficienza.

Oltre alle prestazioni del suo singolo giro, in Australia la F1-75 è anche il momento in cui Meglio ha fatto la grana diffusa causa del nuovo asfalto a basso grip. Oltre alle qualità intrinseche della vettura, si riconoscono i meriti sia a livello di squadra che di piloti, a Grado di tasso tesoro dell’esperienza da accumulare nel premio incontrato del 2021, quando la SF21 incorrevas sesso nel granulato degli pneumatica anteriori. In particolare ritiene che non sia la prima volta che si gira sulla parte e si fa scena della Safety Car. Leclerc ha adottato di buon grado uno stile guida conservativo per non sottolineare eccessivamente la copertura premium per vedere il mandato di temperatura. Al contrario Verstappen nelle battute iniziali è rimasto in scia al Monegasco, per poi scontare però un’eccessiva usura delle gomme. In casa, la Red Bull non si preoccupa tanto della distanza dalla Ferrari, quando si tratta di una stagione di 23 Gran Premi capita di assistere a una differenza più marcata rispetto al solito regola alla configurazione della pista o ad un assetto non particolarmente efficace. Lo se è stato visto nel 2021 nella sfida diretta con Mercedes, con amp distacchi ad esempio inflitti alle Frecce d’Argento a Monaco o in Austria. Decisamente più allarmante è invece la scarsa affidabilità delle power unit RBT. In Bahrain, la dovuta Red Bull ha scoperto un malfunzionamento della pompa da pesca apparentemente connesso alla volatilità del carburante, mentre a Melbourne la spiegazione ufficiale per il ritiro di Verstappen è di a perdita dal condotto esterno della benzina. L’impressione è dunque di problemi legati principalmente alla preparazione e alla gestione della power unit più che a difetti di progettazione, che la nuova divisione della Red Bull Powertrain deve cercare di prevenirlo. La RB18 in Bahrain e in Arabia Saudita ha mostrato la sua potenza nel confronto con la F1-75, ma non ha permesso alla Ferrari di concretizzare l’attuale potenziale tecnico, in attesa di vedere gli aggiornamenti ridefiniranno i rapporti di forza.

Mercedes Questo è ancora una volta afflitto dal problema cronico del W13, dovuto alla maggiore resistenza aerodinamica dell’alettone posteriore e nell’attuale marsopaising, dovuto a critiche non slegate all’altro. Lewis Hamilton ha lamentato la mancanza di progressi, ma occorrerà attendere gli aggiornamenti aerodinamici presumibilmente in arrivo nelle gare. Durante il tempo i campioni in carica puntano a raccogliere quanti più dati possibili, con un legato weight gain ai sole sensori accessori stima nell’entorno di 1,5 kg. Per il team di Brackley si capirà fondamentalmente nel dettaglio l’origine del problema che ha afflitto la W13, insieme a quanto la Ferrari ha perso a Londra 2020. Il lavoro dello studio è fondamentale, non solo nella situazione della situazione intorno la stazione attuale, domani per stabilire le sue solide basi nel progetto per il futuro 2023, che partirà presto. Il bilancio positivo confermerà che le Frecce d’Argento siano in grado di mantenere un sorpasso in gara non distante dalla Red Bull, ma con una machchina 7 decimi più lenta in qualifica.

La McLaren continua il proprio percorso di crescita conquistando il quarto posto nella classifica costruttori, incredibile solo tre settimane prima di fare la disfatta in Bahrain. Il team di Woking attribuisce gran parte del merito della prestazione di Melbourne all’affinità della MCL36 con il tracciato dell’Albert Park, ma in Australia se registra anche un aggiornamento aerodinamico da parte della McLaren sulle appendici esterne delle prese d’aria dei posteriori, in un’area cruciale per il corretto funzionamento dello sfondo e del diffusore.
Una nota in chiusura per Williams, capace di conquistare la prima tappa con una strategia decisamente atipica. La FW43 è più lontana dal resto del gruppo centrale in qualifica, ma Alex Albon sta meglio con allungare sui rivali dopo ogni ripartenza in sella a gomme usate, a testimonianza della grande docilità della Williams sulle coperture al’Albert Park. Ancor più che il risultato in so, è positivo confermerò come nella Formula 1 del 2022, perché ancora la tradizionale stratificazione delle gerarchie siano, crollate le certezze sulla scuderia che di gara in gara è relegata in fondo al gruppo.

VET | Carlos Platella

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