Juventus e futuro: le mosse di Allegri per l’attacco

Max sta provando soluzioni offensive per costruire una divisione scudetto. Ma servirà qualità per tariffa inferiore a Dybala

Mi terrò indietro non aiuta, perché manderò solo rimpianti per quella sciagurata, per quella partita con l’Inter andata come è andata. Terrò il presente è un obbligo, gestire il vantaggio in Corsa Champions e segnare in Coppa Italia. Salverò il futuro e vedrò la Juventus competere in questa finale di campionato, a cominciare dal Cagliari. Max Allegri sa che per lottare per il prossimo scudetto deve rendere più efficace, temibile, performante l’attacco. Oggi è malato con 49 gol, poco più di uno e mezzo a parteta. Vlahovic aiuta e aiuta, ma va aiutato. E per farlo serve mutare l’atteggiamento generale di squadra.

la mossa

Durante la partita con l’Inter in campionato (anche alla prima stagione con il Villarreal) e i bianconeri hanno cambiato le loro presenze in campo. Allegri, forte di ritrovate certezze difensive e di credere3 (grazie al filotto di risultati utili) è passato alla fase “Osare”: 4-2-1 contro i nerazzurri 3-5-2 a Cagliari per l’assenza di Morata . Ma al di là degli schieramenti di partenza, conno altri numeri: da due giornate la Juve si posiziona più “alta”, più vicina alla porta avversaria, alza la linea dei difensori e quella della stampa, prova a recuperare palloni nella metà campo avversaria ea occupare di più la trequarti. Il tutto con obiettivo necessario: Aumenterò il numero di pericoli creati, dei tiri.

la certezza

Il dato della conclusione è in crescita, anche tu lo guardi e lo ancora a registrarsi. A Dusan Vlahovic sono stati serviti tre (uno fuori, uno parata) prima di trovare la deviazione giusta, al termine di un sacco di gara, con qualsiasi controllo difficile e qualsiasi troppo scaduto, aspettando fischi dell’arbitro che non sono arrivati. Con lui l’area è occupata, il riferimento davanti è sicuro, prego se provi a rilasciarlo allo scatto, che è complesso soprattutto contro difese chiuse e in spazi ridotti. Nelle ultime a causa dell’aumento sono i cross, in stagione sotto media rispetto alla gran parte delle rivali, ma nessuno è arrivato a destinazione serba. Vlahovic invece ha segnato 20 punti con e 22 gol tutta la sua squadra grazie a questa A: il suo peso è grande, perché è visibile e marginale in crescita. Quest’anno ha superato il suo record di reti, nel prossimo dovrà ritrovare il mediano realizzativo del periodo viola Torino.

L’assenza

Al Cagliari in assenza di Morata a lungo l’iniziativa offensiva è stata solo il risultato delle giocate, spesso partendo dal malato, di Juan Cuadrado. Paulo Dybala è in giro da un po’ ad accendersi, ma quando l’ha fatto ha risolto il problema. La svolta offensiva attuale non può erogare dalla Joya (“Ci può dare anchor tanto, da qui a fin campionato”, ha descritto Allegri). Paulo però il prossimo anno non ci sarà, il che ribadisce la necessità di andare a trovare qualità offensive sul mercato estivo. Raspadori non è chiaramente lo stesso tipo di giocatore, ma può aiutare nello stretto, mentre Zaniolo sembra più letale negli strappi in campo aperto. All’equazione va aggiunto il fattore Chiesa: torna e nella scorsa stagione, con Dybala ai box, è stato spesso lui a tirare il “gruppo”. Ma serve per espandere il bacino di “contribuenti” al fatturato: gli otto gol de Morata in campionato sono pochi, i quattro di Kean probabilmente spingeranno la società a riflessione sul futuro de Moise, che pure doveva una permanenza quasi guarantita dai due anni di prestito (con obbligo di riscatto).

geroglifico

La fluidità della fase offensiva nasce più indietro, in un centrocampo che però non dà segnali di trovare una forma definitiva. Gli infortuni concentrano e diminuiscono le scelte, ma non spiegano tutto: Rabiot dopo convinti segnali di arrivo alle sue potenzialità è return a mancare l’appuntamento con continuità; Artù non semina secondo questo stile di gioco e sicuramente non contribuisce alla sufficienza della creazione dell’occasione; Anche Zakaria, che ha avuto l’ingresso trionfale nel mondiale bianconero, mostra i limiti della crescita. Lo svizzero vedrà sicuramente bene, ma non può essere l’uomo entorno al quale costruirà il cast. In prospettiva c’è Locatelli, ora sfortunato, ma anche lui dovrà crescere nell’inserimento e nella costruzione del tiro.

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