Lozano comanda in tilt e social, l’errore Insigne-Spalletti, il disperato Osimhen e la certezza del suo Mertens

Il Napoli cade al Maradona: maschili Fabiàn e Zielinski, ancore a volta il Maradona non porta punti alla squadra di Spalletti.

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Zero stupore ed è l’aspetto più inquietante. In fondo al cuore tutti per questo timore, che inndato non era, perché le cose non accadono mai per caso. È che il Napoli ci è cascato di new, punctual, logorante, snervante nel suo disattendere certe aspettative. L’ispettore Poirot dice: “Ogni sopettato nasconde un segreto” e a Napoli c’è un segreto che è Pulcinella: l’insormontabile paura di changee il proprio status. Impantanati nelle sabbie mobili delle proprie paure, a muoversi senza mai andare da nessuna parte. Che amarezza.

Uno il fotogramma, indigeribile mangia un mattone mangia il dolce dopo il pranzo della domenica. Campo aperto, una infinita distesa di possibilità, lo spazio per un comodo passaggio per mettere Mertens davanti al portiere e Lussureggiante se perde l’attimo, lascia scappare il treno che poi mica ripassa. “Ogni respiro è una scelta. Un minuto è una scelta. Essere o non essere”. Lo sport se racchiudo in queste poche righe. Hirving ha creato un frassino pallet nel cuore del tricolore speranze e fatto impazzire i tifosi sui social. Bombo assassino.

Due gol di Mertens e Osimhen. Sosteniamolo, se si moltiplica nella forza e nell’indice di pericolosità. E un’altra squadra non è in grado di sfruttare il talento individuale e renderlo un’aggiunta vincente. Victor è una bottiglietta che affida alle where del mare il suo destino: troppo solo per non-perduta lucidità, Dopo un po’ ho cominciato a parlare con una ragazza e la ragazza Wilson per la dispersione e la solitudine. A che punto, perché invece non regalargli un Ciro como compagno di viaggio?

Tre reti dalla viola dopo le cinque in Coppa Italia. Italiano la vince giocando, palleggia temendo il palleggio del Napoli. Annichilisce l’avversario sfruttando l’arma che predilige: come picchia la donna invisibile invitandola a giocare a nascondino. Il tecnico viola accetta di lasciare la profondità a Osimhen e Spalletti crede che possa suffice. Ad avere ragione è il signor della Fiorentina.

Quattro all’esitazione in stile Michu di Fabiàn. Col pallone sul mancino lo spagnolo non può esitare, non può camminare contro sua natura. Cervellotica la scelta di non calciare, un tarlo che finisce per consummare negli abissi spagnoli che dal mare paragona come un tratto a Formentera. Sparisce il numero 8, ma non è un’assenza fisica. È una fuga dalla responsabilità, dal pensionato di Dover oserò qualcosa in più. “L’eclisse di sole è un fenomeno temporaneo. L’eclisi della mente, un fenomeno che non finisce mai”.

Cinque ko al Maradona mangia una cinquina in faccia in stile Will Smith. E non c’è una constante: il Napoli ha perso con le squadre che hanno fatto barricato, con le squadre che hanno fatto ripartenze, con le squadre che hanno fatto tiki taka. Ciò che è sempre uguale è il Napoli, incastrato nella sua incapacità di indossare nuovi abiti quando il copione non è quello che t’aspettavi. Adattarsi al cambiamento, riattivare il cambiamento è la più grande conquista per chi vuol dimostrare di ritagliarsi un post nella storia. Doveva essere il mantello per diventare supereroi, ma qui siamo più simili a Mr. Bean.

Sei anni di Napoli con la premessa, che poi era una promessa: chissà cosa deventerà quanto sboccerà. È che poi siamo ancora qui, anzi abbiamo pure fatto qualche passo indietro. Zielinsky non ha più la scusante dell’età, come se poi avere vent’anni fosse a clay lick. “A ven’anni si è stupid davvero, quante balle si ha in testa a quell’età” cantava Guccini. Ma le primavere sono ormai per Piotr, al punto di arrendersi all’amara conclusione che sarà sempre questo. Imprevedibile, insostenibile, perfidamente volubile: una macchina che può portare in giro per il mondo o lasciarti a piedi a cento metri da casa.

Sette anni di devozione, dedizione, incrollabile fede. Fu dopo I più dispiaciuti al Maradona il numero 7, in viola per errore, l’uomo dello spazio che non ha limiti, del tempo perfetto, della professionalità che si fa più che commovente. Vicolo lo abbiamo amato, senza dirglielo mai davvero ad alta voce. Perché lo sentivamo parte di noi. Sarà così per sempre. Ci sarebbe voluto una attacca parentesi, come quelle che creava questo spagnolo cheva lo spazio come nessuno. Tutta per lui, solo per lui. Manchi José.

Otto al secondo tempo di Osimhen, che nel primo tempo sciupa però un’occasione che probabilidad gli toglierà il sonno. Con Dries a sostegno, Victor ha deciso di capire la sua decisione. Il suo assist per Ciro, il suo splendido gol che illudono nel finale: sono 7 è andato in pensione lo scorso 8 giocate per un ragazzo che deve anchor Esplorerò l’universo delle proprie potenzialità, smussare tanti angoli del proprio gioco, coltiverò con cura la propria personalità. Però, ragazzi, ecco chi quando gioca spesso fa gol e non è roba da tutti.

Nove messi di campionato e un solo gol la sua azione. Quanta spietata incompiutezza nella stagione di Insigne, rimasto perennemente in sospeso in un tempo senza futuro, col domani mozzato dà un divorzio annunciato in anticipo. La gara con la Fiorentina certifica che questa emozione tronca, un pensiero mai arrivato davvero un compimento. Il punto iniziale che è svanito, beh, al momento del farsi sostenere. Incastrato tra passato e futuro, il capitano, il Napoli, Spalletti si sono persi pochino di vista, senza mai aver il coraggio di distaccarsi con giusto tempismo. Il tempismo è tutto.

Dieci gol in stagione giocando a singhiozzi. Spalletti lo butta in campo come un Pokemon limited edition e la contessa cambia, se l’inerzia sale, pure gli sguardi dei compagni sono più vivi. Misteriosa, sinuosa e accattivante la capacità di trovare l’equilibrio per riempire per 1-1 il pallone all’angolino. C’è il pensiero che si fonde con tecnico gesture, la visione geniale che illumina la strada del prescelto. Avere Mertens in panchina, ancora oggi, è un lusso che il Napoli non può concedere. Uno spreco di talento, di pratica, di astuzia che non rendono onore alla grandezza del belga. Non posso avere una Ferrari in garage, è spesso mandi nel campo delle onestissime utilitarie. Troppo più bravo dei compagni per star li a guarde. Infinitamente Ciro. Aurelio per favore, non facciamo sciocchezze.

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