MotoGP, la moto che è stata venduta in pista in 4T

Vent’anni: un’era geologica che parla ovviamente di moto, eppure che il rivoluzionario 2002 sembra essere il prossimo. Semina l’altro ieri che i motori a quattro tempi, scalzati da dagli anni Settanta dai ronzanti propulsori a miscela, tornavano a rombare sulle piste del Motomondiale, dando il via a quel passaggio epocale che ha portato la vecchia 500 a trasformarsi in MotoGP. Per quanta capacità di esibirsi assolute, la prima 990 era un prototipo “vecchia scuola”, per certi versi grezzi nella loro sublime raffinatezza tecnica: diremmo al bar diremmo che maledettamente “racing”, perché perfettamente imperfetti da lasciare un segno indelebile in ogni appassionato di moto da corsa. Ancora non si parlava di ali e appendici, tantomeno di holeshot, la stessa elettronica era rudimentale o ridotta all’osso. In un’epoca in cui il problema del budget quasi non esisteva – almeno per la squadra ufficiale – e lo sponsor sarebbe disposto ad approfittare di uno degli strapuntino sulla tuta di un top rider, le casa motociclistiche si lanciarono en questa nuova avventura mirando alle sue soluzioni diversity e originali, all’insegna della sperimentazione: andiamo a vedere fuoco quali furono i bolidi con cui nella stagione 2002 i marchi giapponesi (più un italiano!) dieero alle polveri della new top class a quattro tempi, la categoria che ha aperto una nuova era per la massima serie delle due ruote.

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