Olimpia, Baldasso “Sono concentrato e continuo a supportare la rosa”

© foto di SAVINO PAOLELLA

Tommaso Baldasso Racconta la sua crescita personale all’interno del gruppo A|X Armani Exchange, nel quale ha imparato a godersi lo spazio a causa della disgrazia, a causa del Covid, e di uno qualsiasi degli squadroni della sua azienda. Chiedo la parola a La Repubblica.

Concentrazione. Così bello che una scelta di tiro sbagliata o, molto probabilmente, un errore in sfida la mia può portare in panchina col rischio che non entra più. Ma questo mi fa vivere col massimo della concentrazione. Mio figlio reso conto che nelle mie precedenti esperienze non era così, giocare all’Olimpia mi sta fando crescere e la cosa mi piace così tanto. Usa gli esercizi per correre qualche rischio e misurare quello che posso permettermi, poi in partita provo a fare la cosa migliore.

Continuità. A inizio 2022, superati problemi fisici e Covid, sono entusiasta di trovare un po’ di continuità nel lavoro. Oggi posso dire che giocare all’Armani è come il mio, premuroso e desideroso quando penso che verrò qui: un ambiente stimolante e super professionale, compagnia che i miei aspetta e sono supercompetitivi, un tecnico come Ettore Messina dal quale essere riempiono il mio posto un sacco Mio figlio reso conto, ed è naturale che fosse così, di essere ancora un passo indietro se non due, in mezzo a tanti campioni. Da questa esperienza prendo tutto quello che posso tutti i giorni, ed è la cosa più bella.

Playoff di serie A. Sappiamo che per via dello scudetto playoff l’approccio italiano sarà decisivo, e per via di tutte le prime esperienze milaniste, il bellissimo Paolo Biligha, che conosce l’ambiente, che è emozionato, che si è concentrato sull’obiettivo che ci facciamo raggiungere.

Pozzecco. E poi, confrontarsi se con Gianmarco Pozzecco è importante per tutti, ma soprattutto per me che gioco playmaker. È l’opposto del coach e la cosa perché Perché Poz ti raggiunge in modo diverso, dà sempre una spinta, ti parla molto. Una cosa utile non solo a livello umano, ma anche tecnico.

La prestazione di Villeurbanne in Eurolega. Non c’era, forse, a great pressione ma, il giorno successivo, ancora non ci credevo when I raccontavo agli amici e alla mia famiglia. È un’emozione fortissima, e un sogno che è vivo. Però, per trovare continuità a quel livello, c’è ancora molto da fare.

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