F1 | GP Gedda 2022: l’altro podio – Formula 1

Vincere un Gran Premio se non uso analisi e classifiche, numero e parole. Immagini che confluiscono in quella più bella: i festeggiamenti del podio, dove i piloti tornano bambini e si ricoprono di champagne. Ricordandoci che questo, alla fine, è uno sport, e come tale va interpretato: sul serio, ma devitendosi. Proprio dal podio e da questo spirito, condividete un format che ha invitato, dove saranno scelti i tre promossi ei tre bocciati dei vari Gran Premi di F1: è il turno dell’Arabia Saudita.

F1 | GP dell’Arabia Saudita 2022, il podio promo
uno. 1997. grande anno Tra Michael Schumacher e Jacques Villeneuve si suonavano nei circuiti di mezzo mondo, a Monaco e in Belgio nascevano due bimbi destinati a lasciare un impatto. max. Verstappen, un mastino dal talento esorbitante come Schumi. Carlo Leclerc, un altro francofono-non-francese, scaltro nel corpo a corpo. Le analogie finiscono qui, si capisce. La battaglia tra il campione in carica e il ferrarista è invece appena iniziata, e intende durare per tutto l’anno. E Gedda sarà una delle tante capitali di un libro fatto di battaglie, furberie, durezze e finezze. Un po’ come l’anno scorso, ma se si nota un Verstappen cambiato, meno aggressivo nel corpo a corpo, mentre Leclerc ha logicamente più fama. Degli altri, poche tracce. Sì, Perez ha mancato la pole, ma dubitava che avrebbe perso il ritmo per vincere tutto il tempo. Sainz è un cagnaccio secchione, ma se ogni anno arriva in ritardo la macchina non vincerà mai niente di serio. Servire e sono subito forte. È poi andassero forte anche più di due team alla volta sarebbe puro meglio. Intanto, via di pop corn, senza fare troppo gli schizzinosi.
Due. Sergio Perez. Insomma, Nickwallas (si scrive così, giusto?) Latifi continua a raccogliere simpatie. peccato, peccato ceco prima della Safety Car stava dippingendo il weekend perfetto, walking pure più forte di Verstappen. Poi l’Ammazzagioie di Montreal, il numero uno nemico dei muretti box ma l’amico più fraterno dei muri, va a schiantarsi e rovina la gara a mezza griglia, Perez compreso. Sarebbe stato da podio, non così la vittoria è data. Una posizione in più per dover sosterrà Helmut Marko e le battute da caserma che non fanno ridere dal ’49.
3. giorgio russell. Due Gare da Chi ho visto?, eppure si è imprigionato un quarto e un quinto posto all’esordio in Mercedes. Pensa a quando vedrai. Per ora davvero nella terra di nessuno, può misurarsi solo con il compagno. Che è un sette volte campione del mondo, eppure ha visto succedere questo a Sakhir e ha incassato sei decimi in qualifica alla seconda gara.

F1 | GP dell’Arabia Saudita 2022, il podio dei bocciati
3. muretto alpino. Ma Szafnauer al muretto conserva il garage o la replica del sabato sera in diretta? Tremila monitor, 897 collegamenti audio e nessuno che interviene su quello che succede in pista. Al momento se si unisce puro Alonso, gentilmente meso a parete di Ocon a 300 e passa km/h. Dopo un po’, se cadevo sul dischetto, non suscitavo l’interesse della squadra.
Due. Lewis Hamilton. Non per la gara, certo. Anzi, perché se solo si può togliere il cappello, visti anche gli sfortunati negli episodi, tra Safety Car, Virtual Safety Car e strategie mandato al ramengo. È bocciato per tutto in gestione per il resto del weekend. Sabato Russell ha ucciso Hamilton e Hamilton ha ucciso il Bottas, beccandosi sei decimi e la prima eliminazione ‘pulita’ in Q1 dopo 13 anni. La macchina non funzionava? I cambiamenti li ha voluti lui. Peggio ancora al venerdì, quando i piloti – guidati da lui e Alonso – offrono una pietosa prova di loro stessi, alzando la voce solo quando non riesco a sentire. Prima (con Domenicali e Ben Sulayem) e dopo (con il team manager) tutti un capo cinese. Se corre e va tutto bene, signora la marchesa.
uno. FIA. La presidenza di Ben Sulayem nasce all’insegna del trionfo e continua a svelare la leggenda. Pronti, via, e subito autogol il suo Abu Dhabi: “Oh raga, c’è stato errore umano ma facciamo che il finale è buono vi prego“, il tutto dopo un mese di indagini solerti alla scoperta dell’acqua calda. Se continua a correre in Arabia Saudita, mettendo i piloti sotto i missili. La casta e bella Formula 1 che evade con grazia dalla guerra europea, la ritroverò in Medio Oriente, conoscendo l’esistenza di un conflitto per il controllo dello Yemen (in cui coinvolgono anche il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti). Una decisione vergognosa, ma d’altronde”un missile non è una guerra“. Ormai non si finge neanche più. E tra i bocciati ci metto anche me stesso, che commento con quattro scemenze una roba che mai doveva esistere.
1-bis. gheda. Oh, ho visto e grandi cambiamenti sul tracciato, ormai molto sicuro e disposto ad ospitare una gara di Formula 1, non dispiacerà che la pagella dell’anno scorso sia cresciuta: “Mesi di lavoro e tutto il deserto a disposizione a per fare un parcheggio del supermercato a forma di cellula sessuale maschile. Venite a dire che ho fatto un mese di vacanza a Milano ma mi picco di mangiare ogni volta al sushi di Redecesio (e non così neanche se c’è). Vanno bene – soprattutto di questi tempi – i soldi, ma di questa pista no se ne ne sentiva il bisogno. “Completata” al semaforo verde della PL1 (l’acqua che cascava nei box…), con turni presumibilmente massacranti, in curva 28 si freno tre-quattro volte e provi a sorpassare sai pure con quanto si è laureata il primogenito del commissario un tabellone di pista“.

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