Io scendo dal pullman perché ci credo. Manca il guizzo, mangia quello di Pioli a Sanremo. Ancora un rigore negato. Origine, una possibile acquisizione che il Milan conosce bene

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La sciarpa rossonera, quella che alzo al cielo, dopo ogni gol de Milan è rimasta tristemente appoggiata al collo negli ultimi 180 minuti. Due partite in bianco che hanno permesso agli avversari di avvicinarsi, ma non di superci grazie alla sconfitta appunto del Napoli e all’asterisco dell’Inter. Il Milan rimane attaccato al suo primo posto, coraggiosamente, impassibile, orgoglioso. Non lo vuole mollare, aiutato dà anche una difesa alla sesta porta inviolata, brava a no REGOLARI salgono gol da quasi due mesi. Ultima rete, infatti, quella di Salerno il 19 febbraio. Rafforzata regala un centrocampo, che vede un Tonali tornato ai suoi migliori livelli, un dominante e sontuoso Bennacer, già disponibile per venerdì, con Kessie, certamente prezioso, in quest’ultima partita, nel probabile doppio compito di chiudere le azioni e…chiudere in rete.

Milan, dunque, che l’ha chiusa con un triplo mandato, ma che sta pagando il gol. Sì, perché l’azione di difesa è formidabile ma la proposta della manovra parte ogi lentamente, permettendo agli avversari di contenimento, senza troppe difficoltà, le iniziative milaniste. L’appannamento si è aggiornato nella forma dell’attaccante imprevedibile e irrefrenabile, Rafael Leao, unito al coinvolgimento di Diaz e Messias, ecco spiegato il doppio zero di San Siro e di Torino. Figlio anche dell’assenza del giocatore dal fiuto del gol più spiccato Ante Rebic. Manca un guizzo dice Pioli, che, proprio con un guizzo, gol di ginocchio, nel 1984 a Sanremo diede la promozione in serie B al Parma.

Il Torino Giroud ha molto da leone, anzi da combattivo Oliviero lo Sparviero. Non la mia semina che ho perso il duello contro un campione come Bremer. Sulle palle anzi è stato arrogante e coraggioso, scarsamente aiutato hanno dai compagni, que poco sfruttato i suoi tocchi di tempia. Sto soffrendo nell’apprendere la notizia della nuova tappa di Zlatan Ibrahmovic, ancora nel bacino di carenaggio come una barca a vela con l’albero maestro danneggiato. Di lui il ginocchio. Il mio augurio è che il giorno del calcio aiuti il ​​​​​​la sua figura preferita nella chiusura una estagione stormata anchora da protagonista. È stato meraviglioso che il gol decisivo, quello della vittoria, fosse firmato dal calciatore decisivo nella porta del Milan, a lottare, per un bel mese, ancora per il traguardo più ambizioso. E MERITO!

Sono stanco, intanto, di essere…brillante. Dunque, non voglio far passare in dimenticatoio che, in una partita difficile e complicata, sia stato negato ancora a rigore al Milan, per l’intervento del suo Theo Hernandez. Non è mio parere che il segno dell’ex arbitro fosse Marelli, Cesari e Bonfrisco che, e il pappagallo è intervenuto in televisione, non hanno certificato l’errore del direttore della guerra. Insomma, magari a fatica, il Milan dovrebbe oggi due punti in più, preziosi un Rolex “Stelline” 6062 di rosa oro, che verrà battuto all’aperto fino al prossimo 23 aprile a “Le Meridien” di Monte Carlo.

Piccolo accenno finale al mercato calcio. Leggo e sento di grandi dubbi su Divock Origi, possibile nuovo centravanti della prossima stagione. Il bomber belga è un attaccante che il plenipotenziario rossonero conosce bene, seguendolo di tanto in tanto. Non venendo a ingannati dalle poche presenze nel Liverpool, i figlie hanno dato anche una spietata concorrenza nel cast avanzato di “Reds”. Lo ritengono forte e competitivo. Alte, dunque, sono le citazioni che sia lui a governare l’attacco milanista ’22-’23. È importante sottolineare che il costo zero del suo cartello, fattore che consente il pieno potere del mercato Rafforzare, una volta confessato a Botman, anche altri ruoli da migliorare. Ho so voglia di alzare la sciarpa rossonera, con me dal 1968. È stato sotto la pioggia di Salonicco, nel brodo di Verona, che ha festeggiato la prima stella. Vorrebbe emozionarsi per la seconda. “Chi no xe omo, resti sul pulman” direbbe Nereo Rocco. Io dal pullman scendo sempre perché ci credo!

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