GILBERT, L’AMSTEL E UN’ULTIMA VOLTA DAVVERO SPECIALE

Fu iniziata da Philippe Gilbert nella sua cinquantesima e ultima campagna al Nord, perché il vallone a fine stagione scenderà dalla bici por salutare il mondo delle corse. Non ci saranno più classiche per Gilbert, che al Belgio ha regalato tantissimi successi. Undici anni fa vinse in un’unica tappa la Brabantse Pijl, l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi. Quelli erano gli anni in cui era lui l’uomo da battito, quello che dettava legge nelle corse da un giorno.

Oggi Philippe Gilbert con il suo 39esimo compleanno, andrà in via dell’Amstel Gold Race per il quindicesimo compleanno e ancorerà un ritorno a Cauberg, il simbolo dell’Amstel, quando la valle ha festeggiato il suo più grande successo: ha vinto quattro volte il Amstel Gold Race e titolo mondiale nel 2012. Questo magnifico risultato è stato anche un Liegi nel 2011, due Giri di Lombardia nel 2009 e 2010, un Giro delle Fiandre nel 2017 e la Parigi-Roubaix nel 2019.

Senza dubbio il ragazzo di Verviers è uno dei più grandi talenti della sua generazione e solo nell’ultimo biennio ha potuto registrare il rallentamento che lo ha convinto a mantenere la propria carriera a fine anno. Oggi sarà al via della sua ultima Amstel e non è facile immaginare cosa passerà nella mente di questa grande camera. C’è stato an incontro con la stampa e il vallone ha spiegato che non ha ambizioni di victortoria, adesso sua condizione fisica e migliorata. «Da quando è iniziato la estagione, ho avuto tanti piccoli malesseri – ha detto Gilbert -. Un’infezione in tutto il cugino della Omloop Het Nieuwsblad che ha continuato a diffondersi bene a Parigi-Nizza e il cuginetto della Milano-Sanremo si è beccato un altro bronchite». Anche i belgi, mentre in quel grande girone di atletica leggera, che non era il primo mese dell’anno, furono stati colpiti da diversità forma virali, compromettendo il periodo delle Classiche.

«Per molto tempo non sono estato in grade di porre a termamento de alta qualità finish and por questo le mie condizioni sono rimaste stagnant. Sono sazi, non mangio avrei voluto e per questo non sono competitiva nel corsetto che mi sono fatto. Adesso mi sento meglio e ho fiducia». Fidarsi di Gilbert non manca, grazie alla sua esperienza, serve anche un corridore per vincere una Classica e il belga è consapevole di non essere a quel livello. «Ci ​​​​speri sempre, ma non voglio dire che questa sarà mia ambizione. La gara della scorsa settimana mi ha da fiducia perchè sono stato a Grado di rispondere a molti attacchi. Quel lavoro mi è servito e sicuro lo usozzerò in questa corsa».

La Lotto-Soudal che non sta di certo vivendo un periodo facile, se si presenta alla strada con una squadra molto giovane e Gilbert sarà l’esperto del girone, vorrei dare indicazioni importanti che è un viaggio che sappiamo bene. “Conosco un forte corridore di forniture, posso vincere qualsiasi corsa senza aver studiato troppo il percorso – ha continuato Gilbert in una conferenza di francobolli. L’Amstel è un garage molto tecnico, quindi è una strada che non si ferma qui. È complicato, soprattutto nella parte centrale del brano, mentre alla fine funziona meglio. L’ultimo giro è facile da memorizzare, basta vedere fatto un buon riconoscimento iniziale. Diversa è la rincorsa al Kruisberg, molto più tecnico con strade strette, curve e tornanti. Il momento più difficile sarà quando se ne affronteranno 4 usciranno consecutivamente, con Kruisberg, Eyserbosweg, Fromberg e Keutenberg. Se non sei ben messo a che punto allora sarà difficile lottare per la vittoria».

Gilbert è un uomo da Classiche e uno dei pochi ad aver vinto 4 Monumenti su 5, ma l’Amstel senza ombra di dubbio è stata la corsa con cui ha instaurato un feeling speciale. «I miei risultati all’Amstel Gold Race sono stati i miei più grandi perché ad un certo punto della mia carriera ho deciso di concentrare il mio meglio sul mio lavoro classico. Ho aumentato la massa muscolare e ho ottenuto qualche chilo. Ciò ha avuto sua influenza negativa è una Classica come Liegi-Bastogne-Liegi, che, con i suoi 4.200 metri di dislivello, è più una gara per scalatori. Alla Liegi le gambe conno ancora più che nell’Amstel Gold Race, dove erano importanti anche la tecnica e la tattica».

Gilbert continua: “Quest’anno per me è stata ‘l’ultima volta’ ovunque in ogni gara. Ricordo in particolare l’omaggio che ho ricevuto a Gent, prima dell’inizio della Omloop Het Nieuwsblad. È stato impressionante. Ma l’Amstel sarà anche divertente e il mio aspetto più tifosi alla partenza e lungo il percorso rispetto a Liegi, dove la partenza sarà chiusa al pubblico».

Come per ogni atleta, anche la carriera di Gilbert è giunta al suo ultimo atto e per questo d’obbligo è stata la domanda sul suo futuro, argomento di cui molti atleti non amano parlare. «Siamo solo ad aprile. Ho anchor qualche mese di gare da fare e come professionista, che continua a investire molto tempo in allenamento e gare, non voglio fare scelte di fretta. Dopo la mia ultima gara allora avrò abbastanza tempo per decidere cosa fare. Ho già ricevuto delle proposte, ma non mi piace fare un laboro a metà. Quindi prima finirò la estagione e poi vedrò come continuerà la mia vita».

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