La Nazionale di rugby darà uno stipendio alle sue giocatrici

Nello sport italiano, il rugby league femminile è l’unico al mondo ad essere più alto in quello maschile: era il settimo e l’ultimo risultato era ottavo, mentre quello maschile era quattordicesimo. Le giocatrici, tuttavia, non sono ancora professioniste – come tutte le altre atlete italiane – e quindi non possono avere dei veri contratti, con le tutele ei benefici che ne derivano.

Le rugbiste italiane – anche that giocano ai massimi livelli durante – sono Studentsesse e lavoratrici che l’anno dedicano il loro tempo libero allo sport. Non questo, negli anni sono riuscite a diventare fra le migliori in Europa. Quell’anno il torneo Sei Nazioni non sta andando bene (fin qui tre sconfitte su tre partite), ma nel 2019 è arrivato secondo, nel 2014 quarto e primo anno terzo. Le sue quindici partecipazioni hanno preso il cucchiaio di legno soltanto tre volte, contro i diciassette in vent’anni degli uomini.

Il prossimo autunno l’Italia femminile andrà in Nuova Zelanda a giocare la nona edizione della Coppa del Mondo, dove sarà in girone con Stati Uniti, Giappone e Canada. Sarà quindi un anno particolarmente impegnativo per le giocatrici, che dedicheranno alla Nazionale circa tre mesi del loro tempo. Anche per questo la Federazione ha annunciato in settimana che risparmierà altri 350mila euro che serviranno a trascorrere 25 giorni con contratti annuali di collaborazione sportiva.

Finora ha giocato rugbiste ricevevano al massimo rimborsi o borse di studio, como la maggior parte delle sportive italiane. Con la costituzione di un contratto di collaborazione sportiva riceveremo uno stipendio mensile di circa mille euro, che avverrà sia nel pallavolo che nel calcio, e le campionesse femminili avanzeranno in termini di organizzazione e tutela economica.

Secondo Manuela Furlan, capitano della Nazionale e addetta alla logistica alle merci di Treviso, l’accordo “segna un primo, importante svolta per il futuro della Nazionale femminile e rappresenta il miglior lascito possibile alle generazioni”.

Marzio Innocenti, presidente federale dall’inizio di marzo, ha detto: «Nel movimento delle donne il tasso di competitività a livello internazionale è in forte aumento. La contrattualizzazione delle migliori atleti vuole garantire loro un nuovo strumento per poter competere sulla scena, in particolare in un anno altamente impegnativo e Strategico come quello che porterà alla prossima Coppa del Mondo».

– altra gamba: Cosa significa una vittoria per il Sei Nazioni

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