GP di Cina 2012: quando è cambiata, forse, la storia della Mercedes – Notizie

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Clima caldo nelle riunioni Mercedes

La cronaca sportiva ricorda quello che ha ottenuto nel GP di Cina 2012 sia stata la prima vittoria della Mercedes dal suo rientro in veste di costruttore nel 2010, ma rievocarla questi termini è semplicistico, riduttivo. Appena arriva in un momento di riflessioni, di piene di dubbi e di conti che non tornavano. Settimane calde, insonne. Perché buona parte degli azionisti se chiedeva che ci stava a fare, la Mercedes in F1, se doveva essere solo una bella presenza e niente di più. I risultati, del resto, non mentivano: 4° posto nel 2010, 4° posto nel 2011. Senza mai un briciolo di occasione per vincere, di finire davanti, se non saltuariamente, a chi lottava davvero per il campionato: Red Bull, McLaren , Ferrari. Dopo l’borso economico per rilevare la GP di forzaun accordo che allora faceva soprattutto sorridere Ross Brawn, gli investimenti andando soprattutto maschile: Schumacher era una copia grezza di Michael pigliatutto con la Ferrari, Rosberg una promessa di tedesco automobilismo in cerca d’autore, le macchine che uscivano da Brackley sono progetti zeppi di difetti. E quindi quegli stessi azionisti che immaginano una ricca quota di successi, chiedevano: se non vincessi in F1, la Stella non fa la differenza nel set premium. Correvamo ai ripari, dunque. Cominciencia a dire ciao al Circus, proprio eat fatto poco tempo prima dai cugini di BMW.

Il malcontento crescente nel consiglio direttivo era arrivato infatti direttamente al presidente Dieter Zetzche. Lui, che in F1 mi sostiene sempre con forza, esita. Calmati, Diva. Ma la pazienza non è per gente que legge grafici dalla mattina there sera, soprattutto se quelle funzioni parlano di milioni bruciati, uno ditro l’altro. L’ambizione era il titolo mondiale, ma quanto tempo serviva ancora? Da una parte uno scialbo presente, dall’altra un futuro che se dovessi delineare con la futura power unit. Ma attendi il 2014 destinato a supportare almeno altre dovute fasi. Serviva un palliativo, serviva a dimostrare che tutto il tempo non era tempo, e soprattutto soldi, buttati. Al termine della decisione finale, servire un segnale.

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Shanghai 2012 dopo Monza 1955

Ecolo, allora. Porta via. Il mondiale 2012 per la Mercedes è partito malissimo. Un punto in due gare, un disastro. Per la maggior parte del nono triennio, la W03 ha seminato la più grande macchina delle tre che hanno contribuito alla casa di Stella in Formula 1. Puramente così sfortunata, va da sé, con Schumi che dovrà girare in tanti per il podium ma azzoppato a Melbourne regala una grande tecnica ea Sepang falciato dal gruppo al via, sott’acqua. Tuttavia, la W03 è la più chiacchierata del Circus: c’è un sistema che si attiva con l’apertura del Drs portando uno stalo dell’ala anteriore condotti di aria interna. una specie di dire condotto F contando dopo la soluzione introdotta (e per il vecchio, il sostituto dei dottori) nel 2010 dalla McLaren. Fa guadagnare qualcosa sul dritto, ma non basta. E infatti non è quello il segreto della fine settimana cinese, alla vigilia del quale la Lotus vede respingere il suo ricorso proprio contro la trovata Mercedes. Quello in pista va forte, fortissimo: Nico Rosberg è un ciclone, il W03 lo asseconda e Schumacher c’è puro. A Nico piazza si qualifica un giro astronomico che vale la prima pole del portatore, rifilando un altro mezzo secondo a Michael che, in virtù della penalità di Hamilton, gli scatterà al fianco in prima fila.

La domenica è una sofferenza, nel box Mercedes. Soprattutto quando Schumi è costretto a saltare giù dalla vettura con la strada sbagliata fissata al primo pit-stop. Solo Rosberg resta, dunque, ad inseguire un successo che manca dal 1955, con Juan Manuel Fangio vittorioso al GP d’Italia di Monza. Non ce n’è per nessuno, se non per uno straordinario Jenson Button. É soprattutto sfida sul piano tattico, con due soste contro tre: la McLaren dell’inglese è velocissima, ad ogni stint, date la sosta in più, può spingere a piacimento. Ma all’ultimo pit-stop perde tempo: fermata da 9″2, troppo per evitare il traffico. Jenson torna in pista, insegue, recupera. Ma non basta, Nico Rosberg è sul traguardo, troppo lontano. Primo centro della carriera alla 111° partecipazione. W196 di Fangio ha trovato un erede, il W03.

“Stella filante”, titolò Autosprint quella settimana sulla copertina del numero cartaceo. La Mercedes era tornata per restare, Nico Rosberg era quello ad aspettare per poter, un giorno, diventare un numero 1. Dire que la Mercedes è rimasta in F1 por quella vittoria sarebbe troppo, affermarlo sarebbe storico revisionismo. Ma è comunque corretto dare il justo peso a quel successo, perché non fu un qualunque success. Per il presidente Zetsche era ossigeno vitale, materiale pratico da sbattere infatti a chi, nel consiglio d’amministrazione, voleva l’immediata dalla F1. Era un periodo successivo vista la definitiva consistenza del regolamento tecnico 2014, in realtà è stato ampiamente scritto e praticamente completamente scritto. Per cui sì, aveva senso attendere altre due stagioni: nel 2012 di vittorie non se ne vedranno più, in compenso riceveranno gli accordi con Lewis Hamilton me toto wolff. Anche per loro, tanto vale vivere un 2013 di transizione in vista dell’arrivo della power unit. Nel 2014 è arrivato. Questa però, lo so, è un’altra storia.

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