Milan-Genoa 2-0: gol di Leao e Messias, rossoneri primi

I rossoneri hanno liquidato la squadra di Blessin con un gol per tempo e se riprendono subito il primo posto ai danni dei nerazzurri

Ancora davanti a tutti, sia pure con una gara in più. Il Milan torna alla vittoria per 0-0 consecutivo, contro il Genoa e se vince +2 contro l’Inter, attesa che i nerazzurri finalmente recupera la partita con il Bologna e se riesce a trovare una classifica senza asterischi. Oltre 70mila anime affollano San Siro (robusta la presenza rossoblù) e l’assistenza a questo 2-0 firmato da Leao e Messias, non troppo spettacolare ma quanto mai fondamentale nella lotta scudetto.

Leao improvviso

Ci sono tante cose nel venerdì di Milano, quando Chiffi fischia l’inizio. Le indiscrezioni sempre più pressanti sul passaggio di proprietà del club, ma ache la partita dell’Inter, per restare più legati al campo. Il Diavolo ha esordito per la seconda volta in classifica con il Genova, nell’ambito del match disputato. Situazione a cui non era più abituato. E la comincia senza Calabria, colpo di scena a pochi istant dal via: problem in the riscaldamento, al suo posto c’è Gabbia, a destra slitta Kalulu e la fascia di capitano passa a Kessie, fischiato dal Meazza più di tutti gli avversari . Primo commandamento per i rossoneri: Interrompere il digiuno di gol che dura 211 minuti più recuperi. Ne trascorrono altri 11 e ci pensa Leao, dimenticato da Hefti sul palo lungo dopo un eccellente di Kalulu. Sinistro al volo a incrociare, Sirigu non può neanche proverci, gran gol.

poco divertente

Si ritirò rossonere non diventa dovuto prima dell’intervallo perché Saelemaekers spreca la miglior giocata di Kessie e manda alto da centro area (36′). Anche il Grifone, però, ha la sua occasione alla fine del primo tempo: Galdames aggira Gabbia e calcia di destra da posizione defilata, girando intorno alla Porta di Maignan. Il resto è agonismo, frenesia, voglia di fare senza precisione negli ultimi venti metri. Il Genoa, non può spiazzato dal freddo dal, non può proporre la solita ricetta Blessin, fatta di difesa blindata e sporadico blitz offensivo. Ma non è proprio la specialità della casa, quindi il pallino resta lungo in mano al Milan. Che però non affonda i colpi, un po’ per non scoprirsi e un po’ perché la forma degli uomini d’attacco è quella che è, in questa primavera.

Chiude Messia

Dopo il riposo si riparte sulla stessa lunghezza d’onda, ma è Blessin a dover I will change qualcosa: l’ingresso di Destro e Melegoni chiude la serata di Piccoli ed Ekuban. Se Giroud indovinasse il giro volante la sua prima cosa buona della festa dei Saelemaekers, un cross di destra in calibrato, il Milan potrebbe concedersi se un’ultima fase di gara in gestione rilassata. Invece niente, palla alta. E Maignan allora deve tenere gli occhi aperti, perché dove non possono le punta del Genoa quasi riesce a Gabbia, con un intervento che per poco non salva l’autogol. Doppio cambiato anche per Pioli, la mezzora finale è stata per Rebic e Messias. Ma c’è l’imprevisto, l’ennesimo: si fa maschio anche Gabbia, il Milan chiude la partita con Krunic nel ruolo di terzino destro. Non soffre, però, perché all’87’ raddoppia. Hernandez, perennemente nel genovese, vede Messias sul destro: Miracolo di Sirigu sulla prima conclusione del brasiliano, palla sotto la traversata sulla seconda. Esplode il Meazza rossonero. E giù applausi su applausi anche per Maignan, che conserva l’antichissimo “foglio bianco” con un superbo tuffo sul colpo di testa conclusivo de Hernani.

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